San Marino, ancora da decidere gli incentivi alla economia

La Repubblica di San Marino sta incontrando le consuete difficoltà economiche proprie di tutti gli Stati in questo periodo. A queste si aggiungono quelle particolari abbattutesi sul sistema bancario e finanziario ( dodici banche
e
cinquantotto finanziarie ), l’ossatura del Paese, a causa dell’ordine impartito, a inizio 2009, da Banca d’Italia agli istituti di credito italiani di considerare, nei loro rapporti, i soggetti sammarinesi come residenti in Paese non dell’Unione Europea.
Inoltre aziende importanti dell’economia reale erano già in difficoltà per

l’accusa mossa di esterovestizione da parte della Finanza di Rimini.
Il governo, fino a questo momento, ha stanziato solo 4,5 milioni di euro circa di incentivi, deliberati al momento dell’approvazione del bilancio 2009, cioè nel dicembre scorso.
San Marino, nell’erogare incentivi alla sua economia alla stregua dei Paesi più sensibili ed attenti, come gli Stati Uniti e la Germania, avrebbe bisogno di investire – in rapporto al suo Pil – almeno dai 40 ai 60 milioni di euro. Una somma enorme per un bilancio pubblico già ingessato dalla spesa corrente e che potrebbe entrare in sofferenza già per la diminuzione della Igr, conseguentemente alla suddetta crisi del settore bancario.

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