San Marino. Aziende industriali con esenzione fiscale? Non esistono piu’

Loris Pironi Direttore di Fixing risponde al Movimento San Marino 3.0 in merito alle aziende industriali che operano in esenzione fiscale

Titolo: La politica di 10 anni fa delle esenzioni fiscali per chi investe è agli sgoccioli / Aziende con sgravi? Ne sono rimaste solo 2 / L’abbattimento delle aliquote oggi resta solo per un paio di alberghi

(…) Abbiamo fatto una rapida ricerca
ed è emerso che per il
2012 ci sono due sole aziende
che vantano esenzioni fiscali, e
nella fattispecie – sorpresa! –
non si tratta di aziende produttive
bensì di due strutture alberghiere.
In pratica, a quanto
emerso in virtù di questa nostra
prima rapida verifica (se
approfondendo verranno fuori
elementi discordanti ve lo
faremo sapere), oggi non esistono
più esenzioni fiscali per
le aziende industriali. Siamo
comunque andati a ritroso e
abbiamo appurato che

nel 2011
erano 5 le aziende con esenzioni
fiscali,

nel 2010 erano 9

e nel
2009 le aziende con un abbattimento
quasi totale delle aliquote
(l’80-90%) erano 14.

Per
fare un po’ di chiarezza, a San
Marino più di una decina di
anni fa fu portata avanti una
politica di incentivazione dello
sviluppo delle imprese che
prevedeva l’abbattimento quasi
totale delle imposte per chi
investiva. Può piacere o meno
una politica di sgravi per chi
produce nuova occupazione,
ma questa è la storia. Solo che,
di fatto, oggi che San Marino
3.0 si è svegliato, conti alla mano,
stiamo parlando appunto
di storia, non di cronaca. Cosa
vecchia, insomma. Già in più
occasioni, negli ultimi anni,
anche sulle colonne di Fixing, i
vertici dell’Associazione Industriali
hanno dichiarato che alla
vecchia politica degli incentivi
a pioggia è assai preferibile
mettere in cantiere politiche di
investimento in info-infrastrutture,
oppure dare vita a
normative che sburocratizzino
il mercato del lavoro. Questo
per offrire una base solida
agli investimenti delle aziende
sammarinesi o quelli eventuali
italiani ed esteri. Detto questo,
un governo che non guardi
con attenzione alle esigenze
delle proprie aziende più grandi
e importanti, incapperebbe
non solo in un grave errore di
valutazione fiscale (non si vive
di sole imposte dirette, anzi)
ma dimostrerebbe di non avere
a cuore neanche i propri cittadini-
lavoratori.
Se si vuole parlare di politiche
fiscali, sempre per correttezza
di informazione, dobbiamo aggiungere
che la pressione fiscale
a San Marino è in linea generale
molto più bassa rispetto a
quella di oltre confine. Non solo
quella rivolta alle imprese
ma anche ai redditi da lavoro
dipendente, per i quali ci si attesta
attorno al 3%, senza contare
gli eventuali abbattimenti
per i carichi familiari che la
possono ridurre addirittura a
zero. Se fosse passata, e Fixing
ha portato avanti una vera e
propria battaglia affinché passasse,
la riforma tributaria, pur
con tutti i suoi limiti, avrebbe
assicurato un passo avanti per
quello che concerne l’accertamento
dei redditi. E questa dovrebbe
essere una sfida che le
forze politiche  
dovrebbero far propria
.

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