San Marino come il Lussemburgo. L’accostamento – azzardoso? – di Patuelli

San Marino come il Lussemburgo. Questa la proposta di  Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana. Ecco le esatte parole:   “San Marino potrebbe essere il Lussemburgo del Mediterraneo

Patuelli, ravennate, anticipa a San Marino Rtv  qualcosa del discorso che terrà come oratore ufficiale il primo aprile in occasione dell’ingresso dei nuovi Capitani Reggenti.

Così  di Patuelli si legge su   Il  Resto del Carlino San Marino: Il Titano … «deve decidere se diventare una specie di Lussemburgo del Mediterraneo, ossia un piccolo Paese totalmente integrato e competitivo fiscalmente», superando la «contraddizione giuridica» che si è creata con il passaggio dalla lira all’euro.
«L’accordo sulla lira – spiega Pattuelli riferendosi ai rapporti con l’Italia – era bilaterale, tra due Stati sovrani, con l’euro invece San Marino è stato inserito nell’unione monetaria e doganale, ma senza essere un soggetto a pieno titolo di pari dignità giuridica rispetto agli altri Paesi, quasi fosse una enclave rispetto all’Unione. Questa è la contraddizione giuridica alla base dei problemi tra Italia e San Marino». 
(…)

Patuelli ritiene che San Marino possa entrare di pieno diritto nella Unione Europea. In effetti non è così. Per San Marino, Monaco ed Andorra la Ue ha già deciso per la “associazione”, cioè un rapporto tutto ancora da inventare. Un rapporto diverso – e comunque – più penalizzante di quello del Liechtenstein, che fa parte dello Spazio Economico Europeo. 

A San Marino la classe politica dal 2007 ha prodotto un volume
infinito di chiacchiere
  – ed anche
peggio
– ed in concreto nulla.  Aveva, ad esempio, a disposizione – lo
ricordò lo stesso Consiglio dell’Unione Europea
– l’art. 19 della
convenzione doganale del 1991 per elevare il rapporto di collaborazione. Non lo
ha fatto. Perché? Di certo la classe
politica sammarinese (agli Esteri Fiorenzo Stolfi) ha combinato un disastro lasciando cadere i termini per
modificare detta convenzione utilizzando l’art. 26

Addirittura si ipotizzò che per la Repubblica di San Marino l’adesione  alla 
Unione Europea sarebbe stata  
una
via di fuga dall’aggressione italiana
“.
Tanto che a   uno  specifico
referendum
era stata data a suo tempo proprio questa impostazione,
s
cordando  che fra gli Stati aventi facoltà di esprimersi sulle adesioni
Ue  c’è proprio la stessa Italia che avrebbe potuto esercitare il diritto di
veto. 

L’Italia si adopererà per avere un Lussemburgo in casa, come suggerisce Patuelli,  a pochi giorni dal rilancio della offensiva ormai storica da Forlì nella versione, attualizzata, chiamata Torre d’avorio?

Leggi in proposito quanto suggerito  a suo tempo dall’ex ministro italiano Antonio Martino o quanto dichiarato dall’oratore ufficiale (poi ministro) Renato Brunetta

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