San Marino, contratti scaduti. Csu verso la mobilitazione

L’Attivo Unitario dei delegati sindacali della Csu ha ribadito la necessità di aprire una fase di mobilitazione generale per aprire
rapidamente i tavoli contrattuali per rinnovare tutti i contratti di
lavoro, scaduti in tutti i settori, per un totale di oltre 18.000
lavoratori.

Le richieste contrattuali avanzate dalla CSU, sono comuni a tutti i
settori, e di fatto sono limitate al mantenimento del potere d’acquisto
delle retribuzioni. Un diritto che deve essere riconosciuto; i prezzi e
le tariffe – oltre ad altri provvedimenti negli ultimi due anni – sono
comunque aumentati, nonostante la crisi e misure come l’abbassamento di
due punti della monofase (che si è rivelato un vero e proprio regalo
agli esercizi commerciali, senza nessun vantaggio per la collettività).
Stipendi e salari hanno quindi ridotto il loro potere d’acquisto. Ma a
fronte di questa rivendicazione più che legittima, necessaria anche per
rilanciare i consumi interni ed evitare spinte recessive, l’ANIS ha
posto sul tavolo una serie di richieste peggiorative per le condizioni
dei lavoratori, nell’evidente tentativo di usare la crisi come alibi per
ottenere una rivalsa sui diritti dei lavoratori e per cercare di
cancellare alcune importanti conquiste contrattuali degli ultimi anni.

SCHEDA
Riepilogo dei contratti collettivi nazionali scaduti dei principali settori
INDUSTRIA: scaduto il 31 dicembre 2008 (circa 8.000 dipendenti)
ARTIGIANATO: scaduto il 31 dicembre 2010 (circa 600 dipendenti)
SETTORE PUBBLICO ALLARGATO: scaduto il 31 dicembre 2010 (circa 4.000 dipendenti)
EDILIZIA:  scaduto il 31 dicembre 2010 (circa 600 dipendenti)
SERVIZI: scaduto il 31 dicembre 2009 (circa 1.500 dipendenti)
COMMERCIO E COMMERCIO TURISTICO: scaduto il 31 dicembre 2009 (circa 2.000 dipendenti)
ALBERGHI, RISTORANTI, BAR e MENSE: scaduto il 31 dicembre 2010 (circa 1.000 dipendenti)
BANCHE: scaduto il 31 dicembre 2009 (circa 650 dipendenti)

Leggi comunicato CSU

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