San Marino. “Deregulation rumore: balzo indietro per il Paese”

“Un emendamento del Governo al decreto sul codice ambientale ha chiesto di tornare indietro nella tutela dell’ambiente rispetto ai difficili passi compiuti nel lontano 2003. Di fatto i limiti che proteggono le abitazioni di tutti i cittadini, le scuole e l’ospedale, dal rumore vengono eliminati quando a produrli sono imprese che restano aperte a ciclo continuo”.

Lo scrive il gruppo consigliare di Libera. “Il difficile equilibrio fra le esigenze delle aziende e quelle di vivere in un ambiente sano dei cittadini, raggiunto ormai da 18 anni e che va salvaguardato ascoltando le esigenze di tutti anche nel prossimo Prg, viene smantellato cosicché i residenti non potranno più proteggersi dal rumore eccessivo prodotto, soprattutto durante la notte, da impianti industriali. Se i consiglieri di Libera hanno sollevato la problematica esprimendo la propria contrarietà a questo passo indietro, anche altri gruppi politici hanno apparentemente dichiarato contrarietà all’emendamento sostenuto dal Segretario di Stato al Territorio, Canti, ma poi nella votazione non hanno avuto il coraggio di sostenere fino in fondo la loro posizione. Così Rete ha dichiarato di non essere d’accordo, ma in sede di votazione piuttosto che votare contro, si è astenuta aprendo la strada all’approvazione dell’emendamento. Da oggi San Marino torna ad essere, per quanto riguarda il rumore, terra di nessuno e i cittadini non avranno più alcuna norma per difendersi e difendere le proprie case, dal rumore costante che viene prodotto dagli impianti a ciclo continuo, aperti 24 ore al giorno. Un vero fallimento per un codice ambientale che dovrebbe andare nella direzione degli obiettivi 2030 delle Nazioni Unite ed invece porta il Paese agli anni della deregulation”.

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