San Marino. Emergenza, per Libera “il governo non ha fatto nulla finora”

LIBERA: “Per affrontare l’emergenza il governo non ha fatto nulla finora”

“La seconda ondata era ampiamente annunciata, ma ci si è fatti trovare impreparati”

“Mentre gli altri paesi, grazie a politiche responsabili, stanno riflettendo sulla possibilità di ridurre le limitazioni imposte per contenere la pandemia a San Marino accade esattamente il contrario”.

Lo dice Libera che con Marina Lazzarini e Gemma Cesarini ieri è intervenuta in una conferenza on-line. “Ora il governo dichiara che la situazione sta toccando i limiti della sostenibilità, ma fino a ieri lanciava tutt’altro messaggio.

Mentre intorno a noi venivano adottate le misure restrittive, il nostro governo si vantava, con arroganza, del clima di normalità che era riuscito a mantenere. San Marino non è diverso dagli altri paesi, anche vicini a noi e la nostra forza sta nella capacità di fare scelte intelligenti che migliorino quanto altri cercano di fare, non lo ignorino. Se avessimo avuto il coraggio di fare certe scelte, anche a scapito del consenso immediato ed effimero, probabilmente – dice Libera – non saremmo in questo stato di emergenza che pare improvviso”.

Primo aspetto su cui si focalizza, le scuole. “Infanzia e asili nido, cambiano orario. Senza preventivo confronto e comunicazione, si prendono delle decisioni senza preavviso e condivisione: mascherine alle scuole elementari per tutto il tempo scuola, chiusura delle scuole superiori con i docenti che criticano le scelte del governo. E’ questo il significato di “aver tutto sotto controllo”?

Poi la situazione dell’ospedale: “La situazione all’Iss – dice Libera – è sempre più fuori controllo: zero formazione per personale, poco personale oberato di lavoro e strutture non sufficienti, terapie intensive piene difficoltà logistiche. Perché non ci sono stati adeguamenti? Tutti sapevano che ci sarebbe stata la seconda ondata.

Perché non si è operato prima. Invece, zero confronto, zero condivisione, nulla è sotto controllo: basta con le scuse, serve competenza e lavorare insieme”, concludono da Libera.

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