San Marino. Fatture false per 430mila euro, bancarotta, truffa allo stato

L’Informazione di San Marino

Bancarotta truffa allo stato e fatture false per 430mila euro 

Finiranno davanti al giudice due amministratori di una società sammarinese e un consulente commercialista

Antonio Fabbri

Bancarotta fraudolenta, falsa tenuta delle scritture contabili, false dichiarazioni di privato a pubblico ufficiale, emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata ai danni dello Stato. Questa la sequela di reati di cui dovranno rispondere a vario titolo il prossimo 16 novembre davanti al giudice Roberto Battaglino, Stefano Mammi, 47enne di Sassuolo in provincia di Modena, e Marco Librizzi, 58enne di Rimini. Con loro, in un procedimento parallelo che con tutta probabilità verrà riunito al precedente riguardando in medesimi fatti, dovrà rispondere di emissione di fatture false e truffa allo Stato anche Richard Patrizio Biondi, 42enne residente a Verucchio.  Quest’ultimo è accusato di avere fornito, in qualità di consulente commercialista, indicazioni al legale rappresentante della società  implicata, circa l’attività di emissione di fatture false, individuando i dati da riportare sui singoli documenti e dando indicazione di non spedirle.

I fatti I tre devono rispondere dei fatti legati all’attività della società Materica srl di cui Mammi era amministratore unico e socio, mentre Librizzi era stato amministratore unico negli anni precedenti.

Tenendo una contabilità non regolare e attraverso la distrazione di fondi dai conti della società, Mammi e Librizzi, secondo l’accusa, hanno sottratto al patrimonio societario oltre 280mila euro complessivi, attraverso prelievi fatti, ciascuno per la propria parte, direttamente o “commissionati” alla segretaria. Denari sottratti in danno dei creditori. Di qui l’accusa di bancarotta fraudolenta, considerato che, poi, il 15 maggio 2013 la società è stata sottoposta a giudiziale concorso dei creditori: fallimento, insomma.

Le fatture false Non finisce qui. Infatti secondo l’accusa negli anni tra il 2009 e il 2011 gli accusati hanno reso all’autorità, l’Ufficio tributario nel caso specifico, false dichiarazioni e presentato fatture per operazioni inesistenti.

Questo ha consentito, sempre secondo l’accusa, di ottenere dall’Ufficio tributario rimborsi dell’imposta monofase non dovuti. Fatture false per un importo complessivo di circa 430.000 euro. Documenti per operazioni inesistenti che hanno consentito agli accusati di riscuotere rimborsi dell’imposta non dovuti per 35.830 euro.

Di qui anche l’imputazione, di cui dovranno rispondere il prossimo 16 novembre, di truffa aggravata ai danni dello Stato. Stato che, tramite l’Avvocatura, si è costituito parte civile. Oltre alla prima data, nella quale saranno discusse le questioni preliminari e le istanze istruttorie, è stata già fissata una ulteriore udienza per il 4 dicembre.

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