San Marino. Finanziarie rischio estinzione. Agenzia Dire

   BANCHE. FINANZIARIE A BCSM: VOLETE CANCELLARCI

Modificare “profondamente” quanto previsto su patrimonio di vigilanza e rischi di credito. Mentre ben vengano bilanci “piu’ coerenti con la natura stessa dell’attivita’ finanziaria”. Assofin, l’associazione che riunisce le finanziarie sammarinesi, ha spedito a Banca centrale (Bcsm) le proprie osservazioni, circa una quarantina, in merito al nuovo regolamento che le riguarda. Chiedendo in primo luogo di istituire “un doppio binario regolamentare”, che distingua tra chi opera esclusivamente in ambito nazionale da chi lo fa anche in altri territori. Ma occorre anche prevedere organizzazioni aziendali diverse ed emanare “regole di condotta sullo svolgimento dell’attivita’ ispettiva di Bcsm definendone i poteri, i doveri e le procedure”. Cosi’ com’e’, infatti, il regolamento potrebbe rivelarsi il de profundis per le finanziarie del Titano.     Il documento firmato dal presidente Maria Stefania Lazzari boccia dunque la proposta Bcsm. “Non si conosce la finalita’- questo l’esordio- che la ispira. Non si chiarisce, ne’ e’ mai stato detto, se le stesse siano prodromiche alla definizione (certa) di accordi fra le autorita’ centrali di Italia e San Marino. Suscita preoccupazione la possibilita’ che la nuova normativa miri esclusivamente a ridurre il numero delle imprese finanziarie, senza proporsi altro”. Dunque gia’ dalle prime righe e’ chiaro che Assofin non gradisce. E in effetti si sottolinea che “una volta ottenuta la liquidazione di tutte le finanziarie, rimarrebbe un regolamento che ha il singolare pregio di non avere soggetti al quale essere applicato”. Con conseguente “danno dell’economia sammarinese e del sistema finanziario nazionale”.  Lazzari non usa mezzi termini. Cosi’ scrive a Bcsm: “La normativa proposta non sembra neppure rivolgersi alle finanziarie che, come e’ noto, erogano il credito senza svolgere alcuna attivita’ di raccolta del risparmio, ne’ diretta ne’ indiretta. Forte e’ la sensazione che la nuova normativa sia ispirata, piuttosto, alla disposizioni e ai principi che regolano l’attivita’ bancaria”. Confermano questa sensazione, entra nel merito, da un lato “la nozione di ‘patrimonio di vigilanza’ e la disciplina relativa agli effetti che su di esso svolgono alcuni tipi di investimento”. Dall’altro il riferimento all’accordo di Basilea, che appunto regola “l’attivita’ delle banche in ragione innanzitutto della attivita’, loro propria, di raccolta del risparmio, oltre che di erogazione del credito”. Invece le finanziarie non raccolgono il risparmio, fa presente Lazzari. Anzi “ricorrono ai prestiti delle banche per l’erogazione del credito ai clienti”. Dunque e’ necessaria “una revisione profonda della parte del regolamento che si riferisce al ‘patrimonio di vigilanza’, ai ‘rischi di credito’ connessi alla raccolta, all’attivo ponderato per i rischi di credito, agli effetti che la detenzione di proprieta’ immobiliari e di partecipazioni societarie svolgono sul patrimonio di vigilanza”.     “Condivisibile e necessario” invece, prosegue l’analisi di Assofin, “introdurre regole di redazione del bilancio che siano piu’ coerenti con la natura stessa della attivita’ finanziaria, anche al fine di consentire agli istituti bancari, principali creditori delle societa’ finanziarie, di verificarne la consistenza patrimoniale e, piu’ in generale, la capacita’ di far fronte agli obblighi assunti”. Per quanto riguarda invece una societa’ finanziaria che emette obbligazioni, “ricorrendo quindi a una forma di raccolta e investimento del risparmio, il controllo dovra’ estendersi al ‘patrimonio di vigilanza’ con una sua regolamentazione che tenga conto della particolare tipologia del prestito obbligazionario”. Altra perplessita’ riguarda il fatto che il regolamento pare fatto per “un modello di societa’ di grandi dimensioni che pero’ non si riscontra nella realta’ sammarinese”.     Insomma, Assofin “chiede di considerare l’ipotesi, ineludibile per gli operatori, di introdurre un doppio binario regolamentare”. Al riguardo l’associazione chiede per esempio che rimanga il capitale sociale esistente, e non da 2,5 milioni di euro, per chi opera solo in territorio; modifiche dei requisiti degli esponenti aziendali, dei cda e per avere partecipazioni rilevanti in una finanziaria. Ancora: per chi opera solo a San Marino “raccogliendo fondi presso il pubblico attraverso obbligazioni e’ necessario un criterio di solvibilita’ specifico”. Per chi opera anche in altri territori “vanno riviste: le controparti debitrici, le garanzie ricevute, le operazioni fuori bilancio, la copertura patrimoniale minima, la concentrazione dei rischi, le posizioni rilevanti”. Infine, per quanto concerne i rapporti con la clientela, Assofin chiede una proroga per la modifica di tutta la contrattualistica, “il termine del 30 settembre 2011 e’ inadeguato”.

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