San Marino. Gatti: “Il Paese sia unito se vuole uscire dalla crisi”

“Per uscire dalle situazioni di difficoltà occorre che il Paese sia unito. Questa condivisione non può che passare da un confronto che tenga conto in primis del Consiglio Grande e Generale”.

Così Marco Gatti, prossimo segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio e i Trasporti, nel corso del suo intervento durante il Consiglio Grande e Generale di oggi. “Il dibattito in quest’Aula deve essere il punto di partenza – spiega -. Il confronto con categorie economiche, ordini professionali, forze sindacali. Sono convinto che questa cosa sarà resa possibile da questo Governo. Equilibrio di bilancio, gestione del debito pubblico, consolidamento del sistema finanziario: questi i temi principali. In materia fiscale. Non è in discussione il livello di tassazione. Ma vogliamo rivedere il sistema degli incentivi, riorganizzare il sistema di controllo tributario: controlli efficaci ma non invasivi. Vogliamo migliorare la certificazione dei ricavi, semplificando questa procedura pur mantenendo salti i principi. Dobbiamo lavorare sulla riforme delle imposte indirette. Bisogna sciogliere il nodo se passare all’Iva o rimanere alla monofase. L’eventuale passaggio all’Iva deve tenere conto delle peculiarità di un piccolo Paese. Una serie di attenzioni che vogliamo risolvere. Vogliamo lavorare per la gestione autonoma delle dogane. Un controllo rigoroso della spesa pubblica richiedere un metodo di gestione maggiormente ispirato a quello privato. Vogliamo incentivare maggiori sinergie pubblico privato. Uno strumento più efficace di valutazione dell’operato della dirigenza. Dipendenti che hanno l’ambizione di crescere professionalmente perché la Pa glielo permette, ma la standardizzazione dei settori non aiuta.

Vogliamo riqualificare il personale in esubero. L’ufficio tributario avrà degli esuberi di personale con l’introduzione della fatturazione elettronica. Questo personale va ricollocato in settori su cui vogliamo investire. Qualcosa di assolutamente importante. Portare a progressiva eliminazione dei criteri discrezionali. Favorire i concorsi e la trasparenza nella Pa. Ridurre la spesa corrente per far sì che le risorse dello Stato siano maggiormente destinate ad investimenti pubblici.

Per quanto riguarda il debito pubblico, oggi ci troviamo di fronte alla necessità di capire bene come gestirlo. Non si può non partire dalla diversificazione delle fonti di finanziamento. Sul sistema finanziario: sicuramente la questione degli Npl tiene banco. Una strategia nazionale di risoluzione degli Npl è una priorità. Manca una legge sulle cartolarizzazioni. Le norme del recupero crediti sono poco efficaci. Costituzione di un veicolo nazionale per la gestione degli Npl: qualcosa su cui vogliamo lavorare fin da subito.

Crediamo ci sia spazio per creare un veicolo pubblico di alta professionalità. Abbiamo impegni presi con gli organismi internazionali. Permeabilità del nostro sistema in quello europeo, migliore sostenibilità degli interventi a fronte delle nuove opportunità che si aprono. Non mero recepimento automatico, ma ragionato e concordato. Vogliamo potenziare la centrale rischi. Vogliamo approfondire e sperimentare in sicurezza i nuovi strumenti finanziari che ci sono sul mercato: blockchain e criptovalute. Intendiamo favorire l’investimento nelle infrastrutture attraverso il fondo sovrano. Un ragionamento che merita di essere approfondito. Segnalo la nostra volontà di aprire a un settore da sempre trascurato, quello assicurativo. Un settore che, con norme adeguate e giusti controlli, può diventare punta di diamante. Questo non è un Governo di giustizialisti. Non spetta al Governo dire chi ha le responsabilità, ci sono organismi a cui spetta il compito di stabilire le responsabilità. Non siamo noi che dobbiamo ricercarle”.

Clicca qui per leggere il report intergrale del Consiglio Grande e Generale della mattinata di martedì 7 gennaio.

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