San Marino. Il Congresso di Stato difende e rilancia il Polo della Moda

SAN MARINO. Il Congresso di Stato nella seduta odierna ha commentato l’esito del confronto con la maggioranza tenuto ieri. Un confronto che ha evidenziato la comune visione delle priorità già delineate dal Governo per il 2016 ed espresse nella conferenza stampa di fine anno, tra le quali la necessità di lavorare per rilanciare l’economia, mettendo a frutto la stabilità raggiunta nel 2015. 

In particolare, i Segretari di Stato presenti alla conferenza stampa: Antonella Mularoni, Teodoro Lonfernini, Francesco Mussoni, Marco Arzilli e Iro Belluzzi, hanno fatto riferimento alla realizzazione del polo della moda. Un intervento per il quale il Governo si è speso molto – ha detto il Segretario Mularoni – nella convinzione che porterà a positivi risultati in termini di occupazione ma anche in termini di immagine sia in Italia che all’estero. 

Occorre però continuare ad essere affidabili per attirare aziende sane, ha osservato la Mularoni. D’accordo con lei anche il Segretario Lonfernini. L’investimento – ha detto – dovrà avvenire in tempi ragionevolmente brevi, compatibilmente con le pratiche democratiche di consultazione popolare già proposte dal comitato contrario. Non è bene però diffondere timori verso questi investimenti, che invece porteranno lavoro e benefici all’economia sammarinese. 

L’incontro con la maggioranza ha ribadito che il messaggio da rivolgere al Paese è che bisogna lavorare per promuovere e sostenere l’immagine di un Paese aperto, che tutela gli investimenti seri e apre nuove opportunità di lavoro, ha aggiunto il Segretario Mussoni. Il Governo sta operando anche sulla base di un mandato consiliare, guardando all’economia reale  e pensando al futuro per consolidare la ripresa attraverso investimenti. E’ importante – ha detto – che ai cittadini giungano informazioni veritiere sull’intervento che riguarda il polo della moda, affinchè possano esprimersi in merito democraticamente in modo realmente consapevole. 

Il Governo conferma la propria volontà di lavorare in sinergia e con forte determinazione in relazione ai temi fondamentali per il paese – ha aggiunto il Segretario Arzilli. Affineremo gli strumenti già messi in campo sul piano normativo che hanno alleggerito la burocrazia e creato anticorpi a garanzia dell’economia reale. La crisi si è sentita chiaramente anche nel 2015, ma ha visto segnali di ripresa, soprattutto in alcuni settori, come ad es. il manifatturiero, che ha registrato una crescita dell’8%. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha previsto una crescita complessiva della nostra economia del 1%. Nel 2015 delle 6.480 imprese presenti, 1.100 circa hanno cessato l’attività non solo per la crisi, piuttosto perché si inquadravano in un sistema fittizio quando non pregiudizievole per l’economia che abbiamo contrastato efficacemente. Lavoriamo per dare fiducia sia a chi ha già investito ed è cresciuto creando nuovi posti di lavoro, sia a chi è interessato ad investire. Solo così riusciremo a garantire lo stato sociale e il welfare cui tutti teniamo. 

Sviluppo e investimenti creano circoli virtuosi – ha aggiunto il Segretario Belluzzi – che hanno riflessi su tutto il sistema economico. Dal 2014, con l’uscita dalla black list abbiamo girato la boa. Ora si deve lavorare sulla base di presupposti come le potenzialità del territorio e l’impianto legislativo. Il 2015, ha detto Belluzzi, è stato l’anno con più dipendenti messi in mobilità, eppure a fine anno il numero dei disoccupati è stato inferiore rispetto all’anno precedente grazie a un’economia effervescente, a nuove aziende aperte, come l’outlet di Ponte Mellini, e ad aziende già esistenti che hanno espresso un buon potenziale di nuove assunzioni. Nei prossimi giorni sarà siglato un accordo occupazionale per 30 unità in altre realtà produttive.

 

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