San Marino. «Il governo approvi al più presto il mio Prg»

L’architetto Stefano Boeri difende il suo piano urbanistico: «Hanno chiesto di aggiornarlo, ma non modifico le previsioni»

DONATELLA FILIPPI – Del futuro urbanistico di San Marino nei giorni scorsi si è tornato parlare in Consiglio grande e generale. Non senza polemiche. Partendo dall’incarico affidato nel 2015 allo studio dell’architetto Stefano Boeri. Ora quel progetto presentato nel 2019, secondo il nuovo governo, ha bisogno di essere aggiornato. Messa in sicurezza del territorio, contenimento del consumo di suolo, aumento della qualità urbana e valorizzazione del patrimonio storico paesaggistico.

Architetto Boeri, a distanza di oltre cinque tre anni, restano questi i punti cardine del piano urbanistico che ha pensato per San Marino? «Certamente. I quattro elementi cardine coincidono con gli obiettivi stessi del piano attraverso il quale si è cercato di dotare la Repubblica di uno strumento territoriale attento alla vulnerabilità idrogeologica (oggi più del 50% del territorio è in area a rischio) che riduce il consumo di suolo del 4% rispetto alle previsioni del piano attuale».

Il governo ha assicurato la volontà di proseguire con il suo progetto, ma sembrano essere cambiate le ‘condizioni’. E’ così? «Siamo stati contattati informalmente dal governo che ci ha chiesto la disponibilità ad aggiornare il nostro piano. Ma voglio essere chiaro: il piano può essere aggiornato solo per recepire alcune nuove opere pubbliche allora non previste, ma senza modificare in alcun modo le previsioni in esso contenute. Credo che il governo si debba impegnare ad adottare quanto prima il nuovo Prg aprendo poi la fase della partecipazione attraverso le osservazioni da parte dei cittadini».

Si parla di un maggiore consumo del suolo pubblico, cosa ne pensa? «Sarebbe un errore. Il contenimento del consumo di suolo è uno dei pilastri del nostro piano. Oggi a San Marino sono presenti grandi compendi immobiliari vuoti o dismessi, parliamo di circa 180.000 mq che devono essere rigenerati, senza consumare nuovo suolo. La leva per poterlo fare è rappresentata proprio dal nuovo piano regolatore che ne prevede il recupero e la rifunzionalizzazione. Noi abbiamo previsto una riduzione del consumo di suolo di circa il 4% rispetto al piano oggi ancora vigente, in modo da concentrare le risorse sull’aumento della qualità urbana e dei servizi, valorizzando i grandi sistemi agropaesaggistici attraverso la tutela di più di 400 ettari di aree boscate, il potenziamento delle reti ecologiche e la protezione dei corridoi verdi fluviali del torrente San Marino, dell’Ausa e del Marano. Il nuovo piano prevede anche la piantumazione di 100.000 nuovi alberi nelle aree destinate al verde ambientale con lo scopo di tutelare la biodiversità e la crescita simbiotica degli ecosistemi. E prima di tutto, grazie ad un accurato studio delle aree a rischio di smottamento, abbiamo finalmente dato delle indicazioni chiare su come mettere in sicurezza il territorio e la vita di chi lo abita. Credo molto in questa impostazione e auspico che il governo la condivida».

E’ possibile trovare un punto di incontro con le nuove esigenze dettate dalla politica? «In questi mesi abbiamo più volte suggerito al governo di adottare al più presto il nuovo piano perché è completo in tutte le sue parti e rappresenta l’esito di un lavoro durato più di tre anni, condiviso con i tecnici dell’ufficio di piano. Ci crediamo molto, anche in vista degli importanti obiettivi che il governo si è virtuosamente dato rispetto ai temi della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente. L’appuntamento dell’83° sessione del Committe on Urban Development, Housing and Land Management of the United Nations Economic Commission for Europe che si terrà a San Marino dal 3 al 6 ottobre rappresenta da questo punto di vista una tappa molto importante, entro la quale auspichiamo che il piano possa essere adottato».

 

Articolo tratto da Il Resto del Carlino pubblicato integralmente il giorno dopo

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy