San Marino. Incidente mortale a Lesignano, committente condannato

Incidente mortale a Lesignano, condannato a nove mesi il committente

Antonio Fabbri

Si è concluso ieri il processo per il tragico incidente mortale nel quale perse la vita un artigiano moldavo di 42 anni, schiacciato da delle lastre di cartongesso. Per l’accaduto è finito sotto processo il committente dei lavori e titolare del Podere di Lesignano, dove si verificò l’incidente. Ieri, davanti al giudice Simon Luca Morsiani, sono stati ascoltati gli ultimi testimoni e lo stesso imputato, Stefano Valentini, che ha dichiarato che, quel giorno, il 28 dicembre del 2019, non era previsto che l’operaio fosse sul posto da solo e a detto come si sia trattato di una tragica fatalità. 

Il procuratore del fisco, Roberto Cesarini, che ha a sua volta evidenziato come vi sia stato un concorso di colpa della vittima, ha tuttavia rilevato come dalla dibattimento sia emersa l’assenza di un documento di valutazione dei rischi e una responsabilità del committente. “Va tenuto conto – ha aggiunto – del risarcimento avvenuto e anche della particolarità di questo caso, compresa l’errata valutazione del rischio da parte del lavoratore. Questo – ha aggiunto – non esclude però la responsabilità del datore di lavoro che doveva dare disposizioni, e ordinare di svolgere attività in una certa maniera”. Ha quindi chiesto la condanna a 9 mesi e 200 euro di multa, con la sospensione della pena.

Di diverso avviso la difesa. L’avvocato Alberto Francini: “Il mio assistito è esente da responsabilità. Non c’è nesso di causalità. Tutti, anche gli agenti di Pg, hanno parlato dell’imprevedibilità di quanto accaduto. Un evento, causato de elementi eccezionali e, appunto, imprevedibili, su cui l’imputato non avrebbe potuto influire, per questo chiedo che il mio assistito sia esente da responsabilità e venga assolto”. 

Il giudice Morsiani, accogliendo le richieste del procuratore del fisco, ha condannato l’imputato a 9 mesi di prigionia, e 2.000 euro di sanzione per le violazioni amministrative, concedendo i benefici di legge della sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario giudiziale.

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