San Marino. ISEA: “Il settore edile chiede di essere ascoltato”

“Il CDA del magazzino edile ISEA srl si è più volte riunito in video conferenze per valutare e discutere i problemi sorti dopo l’emergenza sanitaria COVID 19.

Quel che è emerso – si legge in un comunicato – è una forte e sentita comprensione per il momento difficile che il paese sta attraversando, sicuramente la salute di ogni singolo individuo è da sempre sul gradino più elevato nell’ordine di priorità.

Ciò nonostante non può non farsi sentire la preoccupazione relativa al futuro delle aziende del settore edile così come del magazzino Isea e di tutti i suoi consociati.

Superata con estrema difficoltà e con parecchie inadempienze la prima scadenza del 31/03 sembrano inaffrontabili i prossimi scogli del 30/04 e del 31/05, molte imprese ed artigiani si vedono abbandonati ad un sistema alla deriva, senza avere alcuna risorsa e sostegno per far fronte alle prossime scadenze, minacciando la chiusura delle attività. Molti i punti interrogativi lasciati in sospeso…”quando si ripartirà?”….”come si ripartirà?”…”con quali mezzi monetari si ripartirà?”…”i fornitori faranno ancora credito ai clienti?”….”ci saranno finanziamenti agevolati a cui attingere?”

La preoccupazione principale è sostenere l’intero settore, fornitori che possano rientrare dagli insoluti, imprese che possano incassare lavori eseguiti e concludere cessioni di immobili, artigiani che possano incassare lavori svolti sui relativi cantieri.

Per poter sorreggere questo sistema serve che non si rompa alcun anello della catena, ciascuna attività deve poter far fronte agli impegni economici presi prima dell’epidemia, servono finanziamenti veloci e non speculativi, poter scontare con le banche eventuali crediti documentabili, i tassi di fidi utilizzati causa Covid-19 dovrebbero essere straordinariamente ridotti poiché sono spese che non possono essere interamente accollate ad imprese innocenti di mancati rogiti, mancati pagamenti di clienti, anticipo cassa integrazione.

Quel che più caratterizza l’opinione comune del settore è sicuramente la mancanza di liquidità ed il sentirsi completamente abbandonati dalle istituzioni in un momento di così forte instabilità.

Da giorni si è in attesa di un decreto che non arriva con la speranza che questo porti un po’ di ossigeno alle cassa delle imprese che hanno necessità fortissima ed immediata di contante per poter tener fede ai pagamenti di dipendenti, fornitori, imprese, tasse, banche.

Preoccupante è il completo blocco delle attività da oltre un mese, preoccupante sarà una eventuale lenta ripresa con dei costi di gestione insostenibili senza un concreto sostegno economico dell’intero comparto ed altrettanto preoccupante è l’idea di un progetto di ripresa che non tenga in considerazione le problematiche logistiche ed organizzative dei cantieri stessi. Quel che il settore edile richiede è di essere ascoltato nel profondo delle proprie problematiche inaspettate ed attuali perché è a rischio il futuro economico di centinaia di dipendenti e di tutto il comparto già precedentemente in crisi.

Serve avere chiarezza e liquidità oggi. Fra quindici giorni sarà tardi.

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