San Marino. Libera. “Clientele nella Pa, al peggio non c’è mai fine”

“Non si possono prendere decisioni come quelle contenute nel Decreto 213, sulla pubblica amministrazione, senza una adeguata e assolutamente necessaria fase di confronto sia con le parti sociali che con le opposizioni. Tale metodo denota una assoluta mancanza di visione generale sul comparto intero, mettendo mano ad alcuni ambiti senza ragionare in un’ottica allargata. Interventi spot che sanno purtroppo di lottizzazione politica”.

A scriverlo è il gruppo consigliare di Libera. “Le scelte contenute nel Decreto sono molto incisive e modificano in maniera sostanziale l’impianto normativo ed organizzativo della PA che, va sottolineato, erano state emanate solo 3 mesi prima.

La possibilità di un confronto preventivo avrebbe permesso di ragionare su ipotesi alternative per poter raggiungere gli obiettivi e le finalità di una maggiore autonomia e flessibilità organizzativa delle varie unità organizzative della PA, rispetto a quella prevista del Decreto che presenta diverse criticità.

Problematicità espresse anche dalla Csu che attacca ferocemente il governo sulla Pa.

Scrive il sindacato testuale: “La restaurazione del dominio della politica sulla Pubblica Amministrazione procede spedita: infatti anche le residue figure apicali della macchina pubblica finora sfuggite al controllo politico, lo diventeranno a breve”.

Mai ci saremmo aspettati che i duri e puri di Rete, in questo caso il Segretario Tonnini, con il loro passato di lotte feroci, di inni alla trasparenza, quelli della morale agli altri, potessero essere tacciati di “restaurazione”!

In realtà forse gli unici ancora a stupirsi sono gli elettori del movimento che credevano nel cambiamento e che pensavano che mai Rete avrebbe potuto fare peggio della Democrazia Cristiana.

I fatti sono lì e li spiega bene anche il sindacato: “Purtroppo – scrive ancora la Csu – dobbiamo rilevare che, ancora una volta, San Marino si distingue in peggio: la pervasività dell’influenza della politica in ogni ambito non ha freni. Viene spontaneo chiedersi se, oltre alle riforme mancate e alle liberalizzazioni sfrenate, debba essere questo il biglietto da visita con il quale il nostro Paese si presenta agli Organismi internazionali ed agli investitori esteri”.

Ci limitiamo inoltre a rilevare come nella Sanità, retta da un altro paladino di Rete, si parli di fatti orribili, di corsie preferenziali nei vaccini, fatti questi all’attenzione del Tribunale.

Libera crede che la teoria della politica presente ovunque e al di sopra delle regole sia da contrastare rimarcando, al contrario, concetti di trasparenza e buona organizzazione che sono venuti completamente a mancare in questi ultimi due anni.

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