San Marino Oggi. Considerazioni su Halloween

Halloween. Considerazioni Su San Marino Oggi di un cittadino

‘Halloween si, presepe no?’ 

Siamo ormai al paradosso. Abbiamo adottato la festa di Halloween, una festa che non è nella nostra cultura, una festa sciocca che esalta solo gli istinti violenti e i riti macabri. Un insegnamento nobile e celestiale soprattutto per i bambini e ragazzi.

Persino le scuole materne l’hanno festeggiata con la consegna del “fantasmino” ai bambini.

Però a Natale il presepe non si farà. Il presepe fa paura, halloween no!

Non so da chi dipende la cervellotica decisione di fare solo l’albero e non il presepe, ma certamente la complicità diretta o indiretta delle Direzioni Didattiche ci sta tutta, ed è semplicemente una vergogna!C’è chi vuol togliere il Crocefisso dalle aule perché per alcuni bambini potrebbero essere traumatico l’Uomo crocefisso, una scena cruenta, ma  mascherarsi da vampiri, da assassini sanguinari e comunque truccati in modo che la persona sia macchiata di sangue è invece una visione serafica.
Scomodiamo San Francesco quando dobbiamo partecipare alla
marcia della Pace, ma lo dimentichiamo, anzi lo disdegniamo quando dobbiamo imitarlo; fu Lui che ideò il Presepe ricordare la scena della Natività che divenne gioia per i bambini.
Qualcuno obietterà che possono
farlo tranquillamente a casa, ma perché la obiezione non vale anche per halloween?
Il Presepe è un simbolo di Amore e di Pace, quella Pace che
chiediamo e sosteniamo con la marcia di Assisi ed in altre manifestazioni.Corre l’anno 2011, duemilaundici anni non dalla nascita di chicchessia, ma dalla nascita del Cristo al quale noi stoltamente anteponiamo feste da ebeti che non fanno parte della nostra cultura e nate per gli allocchi a beneficio dei furbi che si arricchiscono (e la crisi?).
Un appello ai nostri
politici ed alle Segreterie di Stato competenti perché il Natale riprenda ilsuo posto nelle festività, soprattutto nelle scuole.
A Cuba il leader maximo,
di certa fede marxista da qualche anno ha instaurato la festa del Natale mentre noi vogliamo cancellarla.  Carlo Ennio Morri
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