San Marino. Opposizioni bloccano Tribunale e attaccano pure il giudice, Antonio Fabbri

Le opposizioni bloccano il Tribunale e attaccano pure il giudice

Antonio Fabbri

Dopo aver bloccato le nomine dei giudici di appello civile e amministrativo, e di conseguenza aver fatto saltare la prima udienza del Mazzini, i partiti di opposizione – Rete, Pdcs, Ps, Psd, Elego, stavolta senza Md-Si – che hanno già dichiarato di voler mettere le mani sul Tribunale, si scagliano contro il giudice di appello che deve presiedere il processo del secolo. L’ennesimo ribaltamento della realtà fatto da chi ha mire di potere, evidentemente inconfessabili, molto affini alle dritte di Gabriele Gatti che ha detto a un suo interlocutore: “In Tribunale facciamo terra da ceci”. Mai si sono visti partiti politici interi, non proprio disinteressati a che la giustizia non funzioni, scagliarsi con tale violenza contro uno o più giudici del Tribunale.

Inquietante il comunicato dell’opposizione: “Consideriamo estremamente grave il posticipo della prima udienza del processo di appello per il cosiddetto “Conto Mazzini” e, soprattutto, la mancata indicazione di una nuova data di convocazione”. Richiamando le motivazioni date da Caprioli le opposizioni sostengono:

“La posizione assunta dal Giudice d’appello Caprioli appare irrituale e destabilizzante tenuto conto del fatto che egli è assegnatario da oltre un anno del procedimento e il Giudice assegnatario di un procedimento giudiziario non può deliberatamente rifiutarsi o astenersi dal compiere gli atti istruttori o decisori attinenti a quello stesso fascicolo e che eventuali problemi di carichi di lavoro andrebbero riferiti al Dirigente che ha la facoltà di provvedere in merito”.

A onore del vero va detto che la posizione di Caprioli non è irrituale né destabilizzante né è un rifiuto deliberato, dato che anche nel primo grado dello stesso processo, il decidente aveva in carico solo quel caso e poco altro, proprio per la complessità del fascicolo.  Anche il tempo di fissazione della prima udienza di appello, al di là delle insinuazioni buttate là, è nella norma, considerato che le motivazioni del primo grado sono del giugno del 2018 e, considerate le ferie giudiziarie e calcolati i termini da concedere per il deposito delle memorie di appello, per le deduzioni e controdeduzioni, le tempistiche sono analoghe a quelle usuali per gli appelli. Poi le opposizioni dicono:

“Auspichiamo che tutta la politica esprima la sua censura nei confronti di tali comportamenti e si adoperi perché le istituzioni possano muoversi in questo periodo di preparazione della consultazione elettorale nel rispetto rigoroso delle proprie funzioni e dei propri ambiti di competenza”.

E invece la censura va espressa verso chi, come questi, blocca la Giustizia – non solo il “processo Mazzini” – per decine e decine di persone comuni che chiedono risposte che, chi si candida a governare il Paese, si rifiuta proditoriamente, evidentemente per proprio tornaconto, di dare. là, è nella norma, considerato che le motivazioni del primo grado sono del giugno del 2018 e, considerate le ferie giudiziarie e calcolati i termini da concedere per il deposito delle memorie di appello, per le deduzioni e controdeduzioni, le tempistiche sono analoghe a quelle usuali per gli appelli. Poi le opposizioni dicono:

“Auspichiamo che tutta la politica esprima la sua censura nei confronti di tali comportamenti e si adoperi perché le istituzioni possano muoversi in questo periodo di preparazione della consultazione elettorale nel rispetto rigoroso delle proprie funzioni e dei propri ambiti di competenza”.

E invece la censura va espressa verso chi, come questi, blocca la Giustizia – non solo il “processo Mazzini” – per decine e decine di persone comuni che chiedono risposte che, chi si candida a governare il Paese, si rifiuta proditoriamente, evidentemente per proprio tornaconto, di dare.

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