San Marino Patrimonio dell’Umanità, un mito scritto nella pietra

GIUNTA DI CASTELLO DELLA CITTA’ DI SAN MARINO

Comunicato stampa

Organizzata dal Soroptimist e dalla Giunta di Castello di Città, una serata pubblica al teatro Titano per spiegare il percorso diplomatico e tecnico per arrivare a questo prestigioso risultato

Perché una bene assoluto, che è tale solo per una popolazione dai numeri assai ridotti, ha potuto essere dichiarato “universale”? Come si gestisce e si conserva questo bene, che ora è “patrimonio dell’umanità”?

Le risposte non sono semplici, evidentemente, e tratteggiano il difficile percorso diplomatico e tecnico che si è reso necessario perché la candidatura di San Marino all’Unesco sortisse un effetto non solo positivo, ma dalla valenza storica.

Di tutto questo si è parlato mercoledì sera, al teatro Titano, per iniziativa del Soroptimist Club e della Giunta di Castello di Città. Con la neve che aveva disegnato effetti speciali, ma che non aveva spaventato il pubblico che ha riempito la platea.

Ad introdurre la serata Lina Stefanelli, Presidente del Club Soroptimist della Repubblica di San Marino ed il Capitano di Castello della Città di San Marino Alessandro Barulli il quale, nell’esprimere soddisfazione a nome suo e dei Consiglieri della Giunta di Castello, ha ribadito che “il risultato storico ottenuto, se ben gestito, potrebbe gettare le basi per la nascita di una nuova immagine della Repubblica, che oggi si rende indispensabile, per una economia sana, basata sulla valorizzazione del patrimonio paesaggistico, ambientale, monumentale, storico e architettonico, a tutto vantaggio dell’intera collettività e dell’intero sistema economico del Paese”.

Al microfono: l’ambasciatore di San Marino all’Unesco Edith Tamagnini che con la Sua tenacia e professionalità è stata l’artefice di questa importante conquista; il coordinatore del Piano di Gestione Lucia Mazza, che insieme ad Alessandro Galassi ha redatto il dossier della candidatura. Due giovani architetti, che con il supporto di altri funzionari, hanno dato significato e sostanza alle linee guida esplicitate nella Convenzione per il Patrimonio Mondiale.

L’Ambasciatore Edith Tamagnini ha illustrato le tappe di questo esaltante percorso, estremamente laborioso, che ha portato all’accoglimento della richiesta, giudicando tale risultato una vittoria di tutti i Sammarinesi.

Per adempiere ai criteri di valutazione, questo gruppo di lavoro ha prodotto studi, analisi, documenti che evidenziano come San Marino costituisca l’esempio straordinario di una tipologia di edilizia, di un insieme architettonico e paesaggistico che illustra una o più fasi importanti nella storia della sua comunità. Inoltre, l’analisi ha messo in rilievo il fatto che il centro storico di San Marino ha una storia unica e continuativa come Capitale di uno Stato indipendente fin dalle sue origini.

Sono stati evidenziati temi specifici, quali il ruolo della città come modello per lo sviluppo della democrazia (le polis greche) e la costruzione dell’identità nazionale attraverso le ricostruzioni e i restauri fatti a San Marino nell’arco di tempo che va dalla metà del XIX secolo fino agli anni ’30 del XX secolo (gli interventi di Gino Zani), comparandoli ai fenomeni di medievalizzazione operati da Viollet Le Duc a Carcassonne, o nei castelli di Ludwig II in Germania. Questa parte è stata importante per aver messo in luce la vera storia urbana di San Marino, troppo spesso dimenticata o mal rappresentata non solo dalla storiografia. I lavori di ricostruzione dello Zani sono stati considerati come parte integrante della storia del bene e valutati (come sottolineato dall’ICOMOS, organismo Unesco) in quanto applicazione dei principi provenienti dal movimento romantico di restauro. Nel caso di San Marino, la medievalizzazione del centro storico è stata considerata come l’espressione dell’identità nazionale ricercata attraverso un’immagine idealizzata del suo centro. Un mito scritto nella pietra.

E’ stata questa la chiave di volta che ha indotto la Commissione per il Patrimonio Mondiale a promuovere San Marino come “Patrimonio dell’Umanità” nella sua 32° sessione, svoltasi dal 2 al 10 luglio dello scorso anno, a Quebec City in Canada. Con un giudizio unanime.

Le misure del bene comprendono l’area del centro storico entro le mura, per un totale di 55 ettari (di cui 44 di proprietà pubblica), il tutto circondato da una buffer zone (anello di protezione) di 167 ettari, che comprende anche il centro storico di Borgo Maggiore.

Finora sono stati riconosciuti 878 siti (679 beni culturali, 174 naturali e 25 misti), presenti in 145 paesi. Attualmente è l’Italia la nazione che detiene il maggior numero di siti (43), seguita dalla Spagna (40) e dalla Cina (37). Perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità, o autenticità, e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.

Ed è qui che si gioca la carta del futuro, con tutte le valenze ambientali, paesaggistiche, storiche, ma anche economiche e turistiche. Ovvero, con un Piano di gestione che sarà la scommessa nei confronti del mondo. Moderatrice della serata Angela Venturini.

San Marino 12 febbraio 2009

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