San Marino Pennabilli. Si chiarisce la questione della lapide. Patrizia Cupo, Corriere Romagna San Marino

Patrizia Cupo di  Corriere Romagna San Marino:  LO SCONTRO PER LA LAPIDE DI BENEDETTO XVI La storica visita. Monsignor Lino Tosi non le manda a dire, anzi risponde a tono alla polemica: «Una vicenda gonfiata dalle manie di qualcuno» / «Targa del papa, ha fatto tutto il vescovo»  / Il rettore si difende: «Il governo non può decidere». La curia: «Pronti a cambiarla»

«La lapide per il papa non l’ho ordinata io: ha fatto tutto il vescovo. E comunque, il congresso non ha nessuna competenza nella gestione liturgica: non potrà mica venirci a dire quale paramenti usare in Basilica, saremmo sennò in una dittatura ». Monsignor Lino Tosi non le manda a dire, anzi risponde a tono alla polemica sollevata per l’affissione della targa voluta dalla Diocesi per ricordare la visita di Benedetto XVI sul Titano: «Una vicenda gonfiata dalle manie di qualcuno». E precisa: «mai avuto screzi col governo: lo spostamento della Corale fu dettato dalle nuove norme liturgiche e quello delle poltrone dei Capitani reggenti, una mera esigenza estetica». Butta acqua sul fuoco invece la Curia: «Per noi nessun problema: se la targa non piace, la si cambierà». L’oggetto del contendere è grande un metro per un metro, in marmo rosa e riporta un dettagliato resoconto della visita del 19 giugno scorso: riporta gli stemmi della Diocesi ed è a firma del vescovo Monsignor  Luigi Negri, al fianco del cui nome compaiono anche quelli di don Tosi e dei capi di Stato Maria Luisa Berti e Filippo Tamagnini (Capitani reggenti nel giugno scorso). Il congresso, seppur a conoscenza della targa, non è stato interpellato nella costruzione e sui dettagli dell’opera marmorea. Nel gelido clima dei primi di febbraio, apprendere che qualcuno all’interno del congresso di Stato aveva storto il naso per quella lapide, ha fatto saltare sulla sedia il rettore della Pieve. «Sapevo della volontà di far costruire la targa, ma sono stato avvisato quando era già pronta: ringrazio il vescovo che ha riportato anche il mio nome tra i fautori della visita, ma sulla preparazione non sono stato coinvolto: nessuno ha chiesto il mio parere». Insomma, la Curia lo avrebbe informato a cose fatte. E se invece la Diocesi non vuole alimentare polemiche e attende il responso della commissione monumenti – chiamata a deliberare sull’affissione – il rettore vuole replicare anche alle voci secondo cui sarebbero stati altri, in passato, i motivi di “malcontento ”. «Sullo spostamento della Corale dall’abside alla parte laterale, vorrei far notare che è il nuovo dettame liturgico. E’ bene infatti distinguere le varie competenze: la Basilica è, sì, dello Stato, ma la liturgia è di competenza della Diocesi», non le manda a dire don Tosi. E sulle poltrone cambiate di posto ai Capi di Stato in occasione della cerimonia reggenziale? «Era stato inaugurato il nuovo ambone, approvato dalla commissione monumenti: è abbastanza voluminoso, ecco perché per esigenze estetiche, le poltrone dei Capitani Reggenti sono state di poco spostate. Ma nessuno mi aveva mai fatto notare queste cose. Non sono io che non ho dialogo, quindi»

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