San Marino. Pensione sospesa al pensionato che anche lavora? Incostituzionale

L’Informazione di San Marino

Incostituzionale sospendere la pensione al pensionato che anche lavora / La decisione dei Garanti si basa sul principio che “tutti i cittadini hanno diritto alla sicurezza sociale”

L’erogazione della previdenza non può essere totalmente sospesa a chi, nonostante sia pensionato, svolga anche qualche lavoro. E’ questa la decisione del Collegio Garante di Costituzionalità delle norme pubblicata lo scorso 9 novembre, che si è pronunciato sulla questione sollevata relativamente all’articolo 51 della legge 156 del 2012 che prevede la sospensione della erogazione della pensione da parte dell’Iss – per un anno, o per due anni a seconda della gravità della violazione – nei confronti di chi, seppure cessata l’occupazione per anzianità lavorativa, continui ad avere una occupazione pur percependo già la pensione e senza averne dato debita comunicazione all’autorità competente.

Una sentenza che, seppure destinata a fare discutere, interessa però molti pensionati che spesso si dedicano a lavori “extra” o che semplicemente, in caso per esempio di attività commerciali, aiutano i propri congiunti e, fino ad oggi, lo facevano con un certo patema d’animo 

La genesi del ricorso Il ricorso ai Garanti prende le mosse da una causa intentata da un pensionato, assistito dall’avvocato Tania Ercolani, che era stato segnalato all’Iss perché, oltre ad essere in pensione, svolgeva anche un lavoro extra. L’istituto per la sicurezza sociale gli aveva così sospeso l’erogazione della pensione per un anno come previsto dalla normativa del 2012. L’avvocato Ercolani aveva dunque intentato causa nei confronti dell’Iss per conto del suo assistito, chiedendo l’annullamento del provvedimento di sospensione del pagamento della pensione e la condanna dell’Iss agli adempimenti conseguenti l’annullamento. Aperto il procedimento l’avvocato ha inoltre sollevato una eccezione di costituzionalità, ritenendo la norma applicata dall’Iss contraria ai diritti dell’uomo e in particolare all’articolo 9 della Carta dei Diritti sammarinese che recita: “Tutti i cittadini hanno diritto alla sicurezza sociale”. Il Commissario della legge ha ritenuto la questione sollevata “non manifestamente infondata” ed ha trasmesso gli atti al Collegio Garante.

La decisione dei Garanti Il Collegio, esaminato il caso in fatto e in diritto e analizzando le norme pertinenti alla vicenda, ha richiamato anche la legge numero 15 del 1983 in materia che, al suo articolo 66, recita “Le pensioni e le indennità spettanti a norma della presente legge non sono cedibili, né sequestrabili, né pignorabili”.

Lo stesso articolo prevede che il diritto di trattenere la pensione può essere esercitato dall’istituto fino a “un terzo di ogni singola rata da corrispondere mensilmente”. Quindi “è del tutto evidente – dicono i Garanti – la ragione delle norme sopra citate: la pensione, quale che sia il suo fondamento, è una somma di danaro periodica che deve garantire la vita del pensionato e di coloro che sono a carico del pensionato”. Nel richiamare questa norma i Garanti la individuano come “la articolazione e la necessaria conseguenza del principio contenuto nell’art. 9 della Dichiarazione che proclama “Tutti i cittadini hanno diritto alla sicurezza sociale”.

Insomma “il principio generale in tutti gli ordinamenti civili, e comunque in quello di San Marino, è che il debitore, qualunque sia la ragione del suo debito, non può essere privato dei mezzi assolutamente indispensabili per sopravvivere”, dicono i Garanti.

Il collegio ha dunque dichiarato incostituzionali gli articoli 51 della legge 150 del 2012 e 25 della legge 158 del 2011, che in combinato disposto prevedono come sanzione al lavoro extra dei pensionati la sospensione per un anno o due anni dell’erogazione delle mensilità pensionistiche.

Le possibili conseguenze La pronuncia dei Garanti avrà di certo effetto sulla causa intentata dal pensionato nei confronti dell’Iss, nel quale l’avvocato Tania Ercolani aveva chiesto l’annullamento della decisione dell’Iss e, di conseguenza, la restituzione di quanto non erogato per la sospensione della pensione.

Il principio sancito dai Garanti, tuttavia, potrebbe vedere una pioggia di ricorsi, considerato che non sono pochi i pensionati che, facendo lavoretti extra, si sono visti nel tempo sanzionati dall’Iss con la sospensione per intero della loro pensione. Vero è che, anche il legislatore dovrà mettere mano alle norme, armonizzandole con i diritti dell’uomo, posto che anche il pensionato che contemporaneamente lavora e percepisce anche un ulteriore reddito oltre alla pensione, magari in difetto di comunicazione all’Iss, qualche interrogativo di equità sociale lo pone.  

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