San Marino. Precisazioni degli avvocati Massimiliano Annetta e Stefano Pagliai sul legame tra Podeschi e Wei Seng Phua

Dobbiamo, nostro malgrado, assistere all’ennesimo tentativo di condizionamento per via mediatica di indagini in corso. E così dopo le registrazioni romanzate a mo’ di feuilleton, si deve assistere all’evocazione di una fantomatica Spectre internazionale.

Ciò che preoccupa è che, per l’ennesima volta, deposizioni rese nell’ambito di indagini in tutto o in parte coperte da segreto istruttorio divengano, nel volgere di qualche ora, oggetto di pubblicazione, peraltro parziale e distorta, con ciò alterando inevitabilmente il corretto svolgimento delle indagini. Ci chiediamo cosa debba ancora accadere perché l’autorità giudiziaria intervenga per porre fine a questa situazione di patente illegalità.

Nondimeno, come il signor Podeschi ha ribadito sino alla noia, il legame tra il medesimo e l’ambasciatore, oggi revocato, di San Marino in Montenegro ha riguardato unicamente l’ipotesi di costruzione di un grande albergo sul Titano. Si tratta di elemento centrale della vicenda giudiziaria perché, ove tale circostanza venga comprovata, dovrà in radice escludersi l’ipotesi delittuosa in forza della quale il Sig. Podeschi viene ancora oggi mantenuto in carcere.

Proprio in forza di tali ragioni la difesa ha sollecitato l’escussione da parte dell’autorità giudiziaria non solo dello stesso ambasciatore, ma pure dei Segretari di Stato Antonella Mularoni, Pasquale Valentini e Fabio Berardi che, alla luce del sole, risultano, da un’agevole rassegna stampa, aver partecipato a vario titolo a quel tentativo imprenditoriale (in conseguenza del quale, a ciò che risulta, venne affidato l’incarico diplomatico).

Al fin della licenza, non ci si può esimere da una valutazione volutamente polemica: nei civili Stati Uniti l’ex ambasciatore dopo poche ore è stato scarcerato e attende in libertà il processo.

Avv. Massimiliano Annetta

Avv. Stefano Pagliai

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