San Marino. Re nero: per Ercolani e Tabarrini 8 anni e 10 mesi; Venturini prosciolto

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Re Nero:   per Ercolani e Tabarrini. Prosciolto Venturini

Antonio Fabbri

SAN MARINO. Dopo oltre 10 anni, il processo Re Nero arriva alla conclusione del primo grado di giudizio davanti alla Corte, in composizione collegiale, presieduta dal giudice Massimo De Paoli. La sentenza è stata letta alle 16 di ieri pomeriggio nell’aula della Corte d’Assise presso il tribunale di Forlì, dove si è svolto il processo.

È una condanna pesante quella che la Corte ha stabilito a carico degli ex vertici di Asset Banca, seppure siano decadute anche diverse accuse. Rimasti in piedi, però, gli episodi di raccolta abusiva del credito in Italia e una contestazione riciclaggio. Condanna identica, dunque, stabilita dalla Corte per Stefano Ercolani, ex presidente di Asset, e Barbara Tabarrini, ex direttore: 8 anni e 10 mesi e 6.600 euro di multa ciascuno. Dichiarati prescritti alcuni episodi contestati di raccolta abusiva, mentre assoluzione disposta per altri capi contestati come l’associazione a delinquere e alcuni episodi di riciclaggio. 

Prosciolto, invece, l’altro sammarinese, Stefano Venturini. Alcuni episodi a lui contestati sono stati dichiarati prescritti, mentre per altri è stato assolto perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto. Il Pm aveva chiesto a suo carico una condanna a 8 anni. 

Condanna, poi, per Vincenzo Dell’Aquila, ex presidente di Banca di Credito e Risparmio di Romagna (Bcrr), per un episodio di usura contestato. Condanna a 6 anni di reclusione e 12.000 euro di multa. Prosciolto per prescrizione per alcuni capi di imputazione e assolto per altri. Condanna a 6 anni e 2 mesi di reclusione e 3.400 di multa per Valerio Abbondanza, socio fondatore di Bcrr e socio Asset, condannato per riciclaggio e per alcuni episodi di raccolta abusiva. Prescrizione per altri episodi. Anche per Corrado Albini, consigliere di Asset, la Corte ha stabilito 6 anni e 2 mesi di reclusione e 3.400 euro di multa. Prescrizione per altri capi di imputazione a lui contestati e assoluzione per altri.

Prescrizione per alcuni capi di imputazione e assoluzione per altri, per Stefano Galvani, socio Bcrr. Anche per Libero Montesi, commercialista e membro del collegio sindacale di Bcrr, la Corte ha dichiarato l’intervenuta prescrizione per una serie di capi di imputazione e l’assoluzione per altri a lui contestati. Condannato invece a 3 anni e 4 mesi di reclusione e 8.000 euro di multa, invece, Cristian Cicchetti, il dipendente Asset che venne fermato dalla squadra mobile e trovato coi soldi da portare a San Marino. Diversi  fatti di raccolta abusiva a lui contestati.

Assoluzione per altre contestazioni che pendevano a suo carico. Condanna anche per Daniele Santarossa, altro dipendente Asset che si occupava della raccolta in Italia, a 2 anni e 4 mesi di reclusione e 6.800 euro di multa. Assoluzione per altre contestazioni. L’altro dipendente, Alessandro Cervesato, è stato condannato a 2 anni di reclusione e a 6.400 euro di multa. Assoluzione per gli altri capi a lui contestati. Assoluzione, come era stato richiesto anche dal Pm Filippo Santangelo, per Tonino Castellani, Maria Pia Tura, Andrea Ercolani e Morris Celli.

La Corte a carico di Stefano Ercolani, Barbara Tabarrini, Vincenzo Dell’Aquila, Valerio Abbondanza e Corrado Albini ha stabilito anche le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale durante l’esecuzione della pena. Per il solo Dell’Aquila anche l’incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione. Condanna, oltre che al pagamento delle spese processuali, anche al risarcimento delle parti civili costituite: Agenzia delle Entrate, Banca di Credito e risparmio oggi acquisita dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna, e della Banca D’Italia, da liquidare in sede civile. Delle persone giuridiche, riconosciuta responsabile dell’illecito amministrativo contestato Asset Spa, condannata a pagare una somma di 420.000 euro. Non responsabile, invece, la Smam.

La Corte ha disposto anche la confisca dell’Audi A4 sulla quale venne fermato il dipendente di Asset dalla Squadra mobile, durante le indagini, mentre trasportava denaro, raccolto in Italia, a San Marino Disposta anche la confisca di 200.000 euro che erano sotto sequestro e di documentazione sequestrata da allegare agli atti del processo. Dissequestro e restituzione agli aventi diritto dei restati beni “congelati”. Fin qui la sentenza:  il deposito delle motivazioni entro novanta giorni.

I commenti Commenta con soddisfazione la decisione il Pm Filippo Santangelo: “Mi pare che ci sia stato un sostanziale accoglimento delle ragioni dell’accusa. Il mio ufficio ha evidentemente lavorato bene. Attendiamo di leggere le motivazioni, perché dal dispositivo si capisce che qualcosa in punto di diritto è diverso”. Di segno opposto la chiave di lettura data dall’avvocato Gaetano Pecorella, del collegio difensivo di Ercolani, che, seppure nella condanna, ritiene smontato “il teorema dell’accusa da cui era partita la Procura della Repubblica: cioè che si trattasse di una associazione criminale e non di una banca. Infatti per l’associazione a delinquere è arrivata l’assoluzione. La condanna riguarda solo la raccolta abusiva e un solo episodio di riciclaggio. Perciò sono certo che la Corte d’Appello di Bologna non potrà che modificare la sentenza, escludendo la responsabilità del mio assistito”, ha detto l’avvocato Pecorella di fatto annunciando l’impugnazione. Ad esprimere soddisfazione è invece l’avvocato Moreno Maresi, difensore, assieme all’avvocato Nicola Mazzacuva, di Stefano Venturini: “Crediamo di aver convinto il tribunale di Forlì del fatto che gli elementi di prova a carico di Venturini erano completamente carenti”.

 

 

 

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