San Marino. Referendum, intervista a Vladimiro Selva

Parla Vladimiro Selva, il legale rappresentate del Comitato contrario 

Referendum per cambiare legge elettorale: “No ai ballottini”

L’Informazione di San Marino

Il referendum sulla legge elettorale è stato, come noto, ammesso. Dunque si va verso un voto che dovrà decidere se cambiare o meno l’attuale normativa elettorale in una sua parte essenziale. Si è costituito il comitato contrario al referendum. Comitato che ha un nome eloquente: “No ai ballottini”. Il suo rappresentante è Vladimiro  Selva che a suo tempo lavorò alla stesura delle legge elettorale attuale.

Vladimiro Selva, una vita da uomo di sinistra, da due anni ha smesso la casacca da consigliere, ha deciso di nuovo di impegnarsi. Per quale motivo? “Nel 2016 ho deciso di non candidarmi alle elezioni per motivi professionali e familiari, non certo perché avessi perso interesse per la politica e per il paese in cui vivo. In questi 2 anni ho continuato a seguire con passione, e spesso con sofferenza, gli sviluppi della vita politica; quando è stata presentata la proposta di referendum per scardinare completamente la legge elettorale del 2007, ho sentito di non poter restare a guardare. Mi sono ritrovato con altri amici che avevano collaborato alla stesura di quella legge e ci siamo costituiti come comitato contrario”.

Lei è stato scelto come legale rappresentante del comitato “No ai ballottini”. Come mai questo nome’ “Il nome del comitato è il riassunto di ciò che per noi è irrinunciabile salvaguardare dell’attuale legge elettorale. Dal 2007, infatti, le maggioranze sono espressione del voto e non di accordi post elettorali fatti dai partiti”. 

Lei è stato curatore dell’attuale legge elettorale. Quali sono i suoi punti di forza? “L’attuale legge permette agli elettori di scegliere esattamente chi, con chi e per fare cosa: partito, coalizione e programma. La trasparenza, nella definizione della delega che gli elettori danno agli eletti, a mio avviso è fondamentale. Un tempo il legame fiduciario fra elettori e partiti era così forte e durevole nel tempo che poteva essere normale delegare ad essi la scelta delle alleanze e la definizione dei programmi di governo: oggi non è più così. Per ragioni sociali innanzitutto, ma anche perché sono passati tanti anni in cui di quella delega che i cittadini lasciavano ai partiti, i personaggi che li guidavano hanno abusato per fini tutt’altro che nobili. Per questo la fiducia nella politica è crollata e adesso non è semplice ricostruirla. La trasparenza in questo processo è quindi oggi ancor più necessaria”

I detrattori dicono che l’attuale legge elettorale sia iniqua. Cosa risponde alle critiche? “Alla fine è il conteggio delle schede, del primo turno e del ballottaggio, a determinare chi vince le elezioni e la conseguente composizione del Consiglio Grande e Generale. Quindi sono i cittadini con il loro voto a decidere. Nella chiarezza”.

Senta, il suo gruppo viene definito come la seconda linea dei partiti di Adesso.sm. E’ così? “Il comitato è nato contattando una serie di persone che tra il 2005 e il 2007 si erano impegnate a vario titolo per la modifica della vecchia legge elettorale e l’approvazione di quella attualmente in vigore. Peraltro, rispetto a quelli che a dicembre hanno sottoscritto l’atto di costituzione, stiamo ricevendo continue adesioni di nuove persone, di estrazione culturale e politica più disparata. Dal mio punto di vista è importante che non si faccia del quesito in discussione una questione di schieramento politico: sarebbe fuorviante ed estremamente pericoloso”.

Tra i promotori del referendum per abolire la legge elettorale ci sono esponenti della DC e di Rete. Molti pensano che vogliano cambiare la legge per una futura collaborazione. Lei cosa ne pensa? “Come ho appena detto, non è bene politicizzare questo tema. Allo stesso tempo però è ovvio che anche l’orientamento dei partiti, così come quella delle parti sociali ed economiche, avrà un ruolo non secondario nell’opinione pubblica. Per questo motivo, come comitato contrario, abbiamo in programma di incontrare tutte le parti che potranno giocare un ruolo nella competizione elettorale, per spiegare loro le nostre ragioni e, se riusciremo, per portarli dalla nostra parte. Questo incontro, ovviamente, lo chiederemo anche a Rete e alla Dc”.

L’attuale legge elettorale è perfetta oppure potrebbe essere ricalibrata? “L’attuale legge elettorale è sicuramente un ottimo punto di partenza: ha garantito in questi anni stabilità politica e alternanza democratica. Anche nelle ultime elezioni, il premio assegnato alla coalizione vincitrice, non ha escluso nessuna forza politica dall’avere una rappresentanza consigliare. Comunque, personalmente, penso che tutto sia migliorabile. Nel caso dei sistemi elettorali, penso che sia giusto valutare aggiornamenti che considerino i cambiamenti sociali e politici: per far questo però è necessario il confronto e la disponibilità al dialogo tra tutte le parti in causa.  Purtroppo non mi pare che la strada imboccata con la presentazione del quesito vada in questa direzione”. Ora senza quorum, ogni voto sarà decisivo.

Come pensate di presentarvi al paese e nel paese? “Semplicemente cercando di parlare del quesito e dei suoi effetti. Siamo convinti che, se sapremo farci ascoltare, i cittadini capiranno le nostre motivazioni e ci daranno ragione”.

 

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