San Marino. Repubblica futura scrive al Coe, segreti sulla giustizia

Segreti sulla giustizia, RF scrive al Coe per denunciare il comportamento del governo

Segretate anche le delibere per l’indebitamento e per le consulenze alle banche d’affari che ci costeranno milioni

Le parole del segretario alla giustizia Massimo Andrea Ugolini, hanno fatto sorgere parecchi dubbi a Repubblica Futura che prende carta e penna e scrive al Segretario generale del Consiglio d’Europa per fare presente che la lettera inviata dallo stesso al Consiglio Grande e Generale è tenuta nascosta e per rendere note, trasmettendo anche il servizio di Rtv al Coe, le parole pronunciate dal Segretario Ugolini, che ha parlato di una bozza di riforma dell’ordinamento giudiziario che sul Titano, però, non conosce nessuno. “Il vaso è colmo – ha detto Nicola Renzi – ormai è un dato assodato che il Consiglio giudiziario ordinario non sarà più convocato. Consiglio giudiziario ordinario nel quale è stato impedito ai giudici di votare.

Queste cose ci preoccupano molto. Non ci è stato ancora concesso di accedere alle registrazioni e neppure di avere gli esiti delle votazioni, di sapere chi era presente e chi ha votato. Questo crediamo crei dei grossissimi problemi al regolare funzionamento della democrazia rappresentativa”. Poi l’intervista del Segretario Ugolini venerdì a Rtv e la decisione di affrontare in un comma segreto la questione giustizia e delle dimissioni di Iro Belluzzi. “Per quanto riguarda l’intervista del Segretario alla giustizia, allo stato attuale, noi sappiamo che si sono rivolti a Strasburgo prima i magistrati in numero maggioritario, con una lettera corposa e rispettivi allegati. Lettera poi resa pubblica dalla Reggenza. Poi il governo, cercando di integrare quanto inviato dai magistrati. Nella passata legislatura fu Marco Gatti, forse per questo promosso sul campo Segretario di Stato in questa legislatura, a fare una segnalazione al Coe. Allora non ebbe alcun riscontro. San Marino non fu messo sotto procedura rafforzata o sotto monitoraggio.

Questa volta pare che le cose siano molto diverse. Primo dato: se arriva comunicazione dal Consiglio d’Europa, questa non è appannaggio del Governo, né un Segretario di Stato può permettersi di commentarla senza averla prima condivisa con i Consiglieri. Noi vogliamo sapere cosa ha risposto a Ugolini e al Congresso di Stato il Segretario Generale del Coe”. Ecco perché “ci siamo risolti a scrivere noi al Coe una lettera della quale riteniamo di dover rendere noti alcuni con- tenuti, come abbiamo anticipa- to allo stesso Coe, per spiegarli alla cittadinanza. Il primo è che ci pare che questo governo vglia fare tutto segretamente”. Poi Renzi rileva anche un altro dato: “Non vorremmo che le nomine dei due membri effettivi presso il Coe, volute dalla maggioranza con due propri membri escludendo l’opposizone, siano state fatte proprio per impedire alla minoranza di avere un canale diretto per portare le proprie istanze al Consiglio d’Europa. Anche questo rileviamo nella lettera che abbiamo inviato. Poniamo all’attenzione del Coe il servizio di Rtv, dove si sostiene che il Segretario generale avrebbe espresso apprezzamento per la riforma ordinamento giudiziario. Peccato che l’opposizione non sappia nulla della riforma dell’ordinamento giudiziario e oggi apprendiamo che ci sarebbe addirittura una bozza. Ci chiediamo come il Segretario Ugolini abbia potuto comunicare al Coe un progetto che il parlamento sammarinese non ha ancora visto”.

Poi la seduta segreta “Per noi è cosa gravissima. A noi interessa che la cittadinanza possa capire e avere precisa contezza di quello che questa maggioranza e il Se- gretario Ugolini stanno facendo sulla Giustizia. La seduta segreta, invece, impedisce tanto a noi di parlare al di fuori del Consiglio, quanto ai giornalisti di fare il loro dovere di informare la cittadinanza. Per non parlare poi di ciò che abbiamo già visto: le intimidazioni verso giornalisti fatte da enti della Repubblica e dallo stesso Congresso di Stato.

Non accettiamo la seduta segreta, si parla di politica giudiziaria e siamo convinti che i cittadini debbano sapere tutto quello che accade. Anche di questo abbiamo informato il Coe, e auspichiamo che ci voglia fornire quelle informazioni che qua non ci vengono date. E’ giusto che gli organismi internazionali sappiano”.

E a proposito di mancata trasparenza Andrea Zafferani lamenta che il governo è fuori tempo massimo per rispondere a due interpellanze presentate il 10 luglio “su due temi: la disponibilità della liquidità dello Stato e le consulenze a RothschildJP-Morgan per il reperimento di risorse sui mercati. Chiedevamo importo e finalità per la consulenza di questi soggetti, anche perché ci ricordiamo delle polemiche di Rete su Rothshild. Ebbene, nulla si sa, ma abbiamo il fondatissimo sospetto, che ormai sta diventando una certezza, che abbiano segregato quelle delibere di spesa. Abbiamo il sospetto che siano state segretate. Parliamo di spese per consulenze da 7 o 7,5 milioni di euro di cui lo Stato si farà carico per i due incarichi. Renderlo noto è un atto di trasparenza doveroso”.
Il pesante sospetto nasce anche da una recente intervista su Milano Finanza del Segretario alle finanze Marco Gatti. “Afferma – riporta Zafferani – che il bond in preparazione sarà il primo per San Marino e abbiamo già stabilito l’offering circular (il documento informativo che viene inviato agli investitori, ndr) e sostiene anche che inizieranno in questi giorni le attività di marketing. Di tutto questo la cittadinanza non sa nulla. Su questa emissione che prevede un debito dello Stato che, se si concretizzerà, costerà 75/80 milioni di euro annui. Insomma, il Governo sta portando avanti una politica di indebitamento insostenibile segretando le delibere e non rispondendo alle interpellanze nei termini di legge”.

Tutto questo mentre “dice di voler trovare si- nergia con il governo italiano con Luca Beccari che però incontra Matteo Salvini al Meeting, il leader dell’opposizione, e annuncia che si rivedranno. Unica cosa che sa fare il governo è dare la colpa a tre anni precedenti, cosa che ha fatto anche Giancarlo Venturini, dicendo cose palesemente false nel suo comizio alla Festa dell’Amicizia, a partire dalla crisi economica e occupazionale che vede solo lui, parlando di stallo nell’accordo di associazione Ue e rapporti con l’Italia assenti. Eppure, mentre nella scorsa le- gislatura gli incontri erano ai più
alti livelli con tutti e tre i ministri degli esteri che si sono avvicendati a Roma, stiamo vedendo che l’unica cosa che fa questo governo è andare a questuare qualche incontro al Meeting”.

Sulla seduta segreta torna Fernando Bindi: “La seduta segreta lascia pensare solo ad una cosa: che lì si diranno cose documentate e documentabili che l’opinione pubblica non deve sapere. Anche perché la manipolazione di alcuni fatti, come quella sulla sfiducia all’ex magistrato dirigente che era un atto perfettamente legale, è iniziata ed è in corso da tempo. Sull’economia abbiamo
votato un odg all’unanimità che prevedeva che il Consiglio venis- se informato di tutti i passaggi. Non è un atto di grazia o di per misericordia quello di fornire le informazioni, ma è dovere di chi amministra. Tra l’altro, quelle stesse forze che strillavano prima contro il debito estero con istituti di privati, sono gli stessi che adesso invece hanno preferito andare su quel versante e l’unica cosa che il governo riesce a fare è portare il microstato in pellegrinaggio alla kermesse dei clericali a Rimini. Ecco perché noi siamo fortemente preoccupati di questo metodo”.

Poi sul segreto e sulle parole del Segretario Dc Venturini contro la pubblicazione di atti pubblici, Bindi rileva: “La Dc culturalmente non ha l’idea che l’informazione debba essere libera. La censura è  insita nella sua cultura. Da ciò discende anche la contrarietà alla pubblicità delle sedute del Consiglio”, conclude Bindi. “La domanda di Venturini che chiede a chi giova rendere pubbliche certe informazioni, va pertanto ribaltata: a chi giova tenerle nascoste?” 

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