San Marino. Rete fa la vittima

Rete fa la vittima: “Oggi come ieri messi sul banco degli imputati”

Rete appare in difficoltà nel giustificare molti dietrofront e quando è in difficoltà, usa la strategia del vittimismo. Ormai è un metodo rodato. Così, in un comunicato – non inviato a questo giornale come da lista di proscrizione del movimento – forse per mettere le mani avanti sui processi che riguardano i suoi segretari, che magari chissà finiranno anche in bolle di sapone vista l’aria che tira, se ne esce con la frase:

“Oggi come ieri i membri di Rete vengono e verranno messi sul banco degli imputati per aver proferito qualche parola al di sopra delle righe, come accade in politica quando c’è passione e amore per il Paese, mentre i protagonisti delle ruberie sono tranquilli al caldo”.

Questo perché fino ad oggi ha fatto tutto Rete, ovviamente: “In questi anni, RETE ha svolto un ruolo fondamentale nel contrasto della corruzione, degli affarismi, delle ruberie, e nella cacciata degli avvoltoi della finanza che hanno partecipato alla devastazione del Paese con vaste complicità. Il Movimento RETE è orgoglioso di aver difeso con tutte le proprie forze gli interessi generali della Repubblica. Da quel lavoro di denuncia è emerso un quadro che punta allo smantellamento dell’intero sistema economico sammarinese. Non dobbiamo dimenticare quello che è successo in ASSET, la svendita degli NPL, l’operazione Titoli e l’occupazione da parte dei sodali di Confuorti. Non ultima la vicenda di Cassa di Risparmio nel cui Consiglio di Amministrazione ancora oggi non è presente nessun membro in rappresentanza dell’attuale governo”.

Qualcuno nota che non fanno riferimenti al Conto Mazzini o a Re Nero? E poi parlano come se non sapessero che da politici loro alleati sarebbero state fatte pressioni sulle toghe; come se non sapessero che le responsabilità politiche di Rete passano per la presa del consenso con l’insinuazione, la denigrazione, l’insulto pubblico e sotterraneo, che hanno fatto passare per delinquenti le persone per bene, e continuano a farlo. Questa è la sola politica di cui è capace Rete? Quella che smentisce che andrà con la Dc e poi ci va? Quella che ritratta su tutto perché c’è il Covid? Quella che rimescola e rinciccia ancora oggi situazioni smentite dai dati di fatto? Come quella dello “spazio temporale” creato, ma che non c’era, per usare “i fondi pensione”, che poi erano ancora tutti lì? E poi insiste ancora con quella degli Npl di Cassa di Risparmio-Delta? Se si facessero due conti su quale valore avrebbero avuto oggi quegli Npl, si capirebbe che, venderli prima del Covid, è stata una fortuna, e bisognerebbe esser contenti più che recrimnare. Questo se non si vogliono guardare le sette relazioni, con il parere anche dell’attuale Banca Centrale, che avevano dati alla mano spiegato il perché era necessario venderli. E nessun parere tecnico ha attestato il contrario.

Certo le chiacchiere sono suggestive, ma sempre più sostenitori del movimento cominciano ad essere critici. Alle critiche, però, quando si è al governo, si risponde nel merito e non si svicola, come fa Rete: però noi siamo belli e bravi e ci attaccano per questo e perché gli altri sono brutti, sporchi e cattivi. Un atteggiamento che anche a molti sostenitori o ex sostenitori di Rete comincia a non piacere.

 

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