San Marino risparmia sugli auguri agli emigrati

La incredibile decisione del Governo della Repubblica di San Marino di risparmiare non inviando i tradizionali auguri di fine anno ai suoi emigrati (che  costituiscono la più importante risorsa del Paese), non poteva non suscitare anzitutto  una reazione da parte di questi.

Dal punto di vista dei sammarinesi residenti all’estero, il messaggio che sta
dietro alla decisione di non inviare una cosa basilare come gli auguri delle
feste è molto chiaro, ossia: non valete il prezzo della busta e del
francobollo.
Noi trattiamo forse in questo modo i membri della nostra
famiglia? Non inviamo parole di congratulazioni, incoraggiamento, sostegno e
auguri a coloro che amiamo? La comunicazione e la condivisione di questi
valori non è forse intrinseca nel concetto di unità e coesione di una
famiglia o di un gruppo?

Allora noi ci chiediamo quale sarà il prossimo
passo: forse la separazione totale, così da risparmiare anche sui costi
delle telefonate e di altre forme di comunicazione? E per le stessa
motivazione di contenimento dei costi, forse qualcuno degli impiegati
della segreteria di Stato per gli esteri verrà licenziato? Ancora meglio:
senza il riconoscimento dei propri cittadini residenti all’estero, perché
avere un ufficio dedicato a loro in segreteria? Immaginate che risparmio per
la Repubblica di San Marino se quell’ufficio venisse chiuso.

 

Vedi lettera di alcune comunità di emigrati (Usa)

 

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