San Marino. Roba da ultima spiaggia, Marino Cecchetti

L’Informazione di San Marino

Roba da ultima spiaggia

Marino Cecchetti

Non si era mai visto un attacco così violento contro Banca Centrale. Da ultima spiaggia. Violento come negli anni scorsi contro il Tribunale impegnato nell’indagine Conto Mazzini. Finché in via del Voltone dai vertici c’era la “collaterale assistenza” al ‘gruppo criminale’ che ha distrutto il Paese, nessun allarme.
Quando furono bloccati i conti in Credito Sammarinese ed in Banca Commerciale Sammarinese, ci fu una sola vera occasione di protesta: contro l’eccezione al blocco – eccezione fatta dalla stessa Banca Centrale su sollecitazione dei politici – per oltre un milione di euro a favore del ‘veneto’ uso a chiamare ‘ragazzi’ i nostri segretari di Stato. I politici, in quella occasione, scesero in campo a spada tratta a difendere il comportamento – indifendibile – di Banca Centrale con espressioni del tipo: le ‘istituzioni vanno sempre difese’, ‘le istituzioni non vanno mai delegittimate’, eccetera, eccetera.

Perché oggi, proprio i politici si scagliano contro Banca Centrale? L’Istituto di Vigilanza sta avviando nel settore bancario una operazione di pulizia che potrebbe essere l’equivalente di quella portata avanti dal Tribunale per reati come riciclaggio, evasione fiscale, falso in bilancio, corruzione. Cioè con l’indagine Conto Mazzini.

I magistrati del Conto Mazzini sono stati attaccati in continuazione sui media e dentro San Marino e fuori San Marino mentre svolgevano il lavoro. Per anni. Il culmine si ebbe quando
partì il processo.

Chi non ricorda, quel giorno, al Kursaal, il fuoco di fila sul Commissario Gilberto Felici? Da mesi si andava dicendo che quella sarebbe stata la prima ed unica udienza perché né Felici né l’intera impalcatura della giustizia sammarinese avrebbero potuto reggere.
Per converso certi imputati, quel giorno, furono accolti come star.
Abbiamo visto, quel giorno ed in prosieguo, fior di avvocati stracciarsi le vesti, urlare, letteralmente, il loro sdegno, per essere costretti ad operare in un sistema che umiliava la loro dignità professionale. Sono stati chiamati, a rinforzo, luminari del diritto ad esprimersi sulla arretratezza del nostro sistema giudiziario.
Enormi spazi furono riservati, anche sui giornali nazionali italiani, ai roboanti ricorsi a Strasburgo contro San Marino.
Fu annunciato che il processo a Strasburgo avrebbe annullato quello presso il Tribunale di San Marino.

Conto Mazzini, ora, è alle battute finali.
Strasburgo ha respinto i ricorsi e sta dando supporto alla nostra Giustizia, finendo per rafforzare l’immagine del Paese nel mondo proprio in materia di giustizia e di lotta alla corruzione.

In via del Voltone i poteri forti non possono permettere che qualcuno, non dei loro, vada a guardare negli armadi.  Non si deve sapere dove è finito il danaro pubblico erogato dallo Stato per le banche. E stanno dimostrando tanta fretta, in questo attacco a Banca Centrale, che viene il sospetto che tutto l’ambaradan sia stato messo in moto così celermente perché, fra l’altro, hanno bisogno di impedire che emergano certi documenti che potrebbero essere non ininfluenti in alcuni processi in corso in Italia. E non solo a Forlì.

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