San Marino, Romeo Morri. Quella volta messo sotto protezione

Monica Raschi di Il Resto del Carlino: «Minacciato di morte sono finito sotto scorta» / Il ministro sammarinese Romeo Morri

«Quando ho letto delle intercettazioni mi si è gelato il sangue. Non fatico a dire di aver avuto paura, soprattutto per la mia famiglia ». Romeo
Morri
,  ministro alla Cultura della Repubblica di San Marino, persona notissima anche al di fuori dei confini del Titano, parla dopo la pubblicazione dello stralcio delle conversazioni contenute nell’ordinanza della Procura di Napoli scaturita dall’indagine che ha portato in carcere tra gli altri  Livio
Bacciocchi
, Francesco Vallefuoco, membri del clan camorristico degli Stolder, più altri personaggi sammarinesi (che gravitavano nell’orbita di Bacciocchi) come  Roberto Zavoli  e Oriano Zonzini   in attesa della rogatoria che dovrà essere inoltrata dalla procura partenopea ed evasa dalla magistratura di San Marino.

Ministro, nelle intercettazioni si parla di «sparare in testa» a chi disturba le azioni della malavita a San Marino: non si fa fatica a capire che parlano di lei. «Da anni denuncio anomalie presenti nel territorio sammarinese, come le migliaia di case sfitte e le residenze fittizie che potevano favorire la mafia. Già nel 2007 proponevo un emendamento per tassare gli immobili sfitti e combattere le persone abusive sul territorio ».

Nel novembre 2008 lei ricevette una minaccia di morte. «Sì, mi fu recapitato l’articolo del Carlino attraverso il quale denunciavo l’esistenza di 12.000 abitazioni sfitte e il serio pericolo di infiltrazioni mafiose. Sulla pagina di giornale c’era scritto ‘crepa bastardo’».

Cosa successe in quel momento? «Presentai denuncia contro ignoti presso la Gendarmeria. Che devo ringraziare per l’aiuto e l’assistenza che mi è stata data».

Per assistenza cosa intende, una protezione? «Sì. Venni messo sotto scorta. Per un certo periodo mi fu affidata personalmente, quindi venivo seguito ovunque, dopo un certo periodo le forze dell’ordine furono piazzate intorno alla mia abitazione e al posto di lavoro». E ora? «Ora niente, però sto molto attento e mi guardo sempre intorno».

Leggi  sul forno dei Vallefuoco

 Leggi la ordinanza cautelare del gip di Napoli Isabella Iaselli con intercettazioni

 

 


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