San Marino. Schiacciato nel piazzale Cotes, condannato il conducente del camion

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Incidente mortale nel piazzale Cotes, condannato il conducente del camion

Antonio Fabbri.

Una brutta vicenda quella in cui perse la vita Salvatore Bertucci, 55enne frontaliero dipendente della ditta Cotes. L’uomo rimase schiacciato, nel maggio dello scorso anno, da un camion in manovra nel piazzale della ditta, condotto da Silvano Toni, che non si avvide della presenza del collega, che stava camminando mentre parlava al telefonino, dietro al mezzo. Questo quanto emerso nel processo che ha visto ieri la conclusione e la condanna del conducente del camion a sette mesi di prigionia, pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale, e condanna anche al risarcimento del danno da liquidare in sede civile. Fissata dal giudice Roberto Battaglino una provvisionale complessiva di 35mila euro a favore dei famigliari della vittima, 12.500 euro per ciascuno dei genitori e 5000 euro per ciascuno dei due fratelli.

Ieri, nell’ultima udienza del procedimento, sono stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui i tecnici, d’ufficio e di parte, e l’ingegner Vincenzo Cesarini dell’Unità Opertiva Sicurezza Antinfortunistica nei Luoghi di Lavoro dell’Iss. Dall’esame dei testimoni è emerso come, se da un lato sia ravvisabile un concorso di colpa della vittima, vi fu tuttavia imprudenza del conducente che fece manovra senza avere una piena visibilità e senza attivare il cicalino, segnale acustico che indica che il mezzo sta facendo manovra di retromarcia. Al di là delle ricostruzioni  tecniche, è certo che fu una tragedia per tutti.

Nelle conclusioni gli avvocati di parte civile, Daniele Cherubini e Gian Luca Micheloni, hanno evidenziato proprio la mancata attivazione del cicalino di retromarcia e la mancata richiesta di farsi assistere da colleghi che potessero dare indicazioni al camion in manovra. I legali che tutelano i famigliari della vittima hanno quindi parlato di “comportamento negligente e imprudente”. Di qui la richiesta delle parti civili del risarcimento del danno da liquidare in sede civile con la richiesta di una provvisionale di complessivi 70mila euro, della quale il giudice ha accordato un importo della metà. Il procuratore del fisco, Roberto Cesarini, ha rilevato che “l’attenzione da porre, anche solo nella circolazione e uso di questo camion, doveva essere ben altra. Come condotta di guida ci sono state delle mancanze. Va valutata una parte di responsabilità anche della vittima che telefonava, ma non si può escludere la pericolosità della manovra compiuta senza avere piena visibilità e senza farsi assistere da personale a terra”, ha detto il Pf chiedendo una condanna a 8 mesi. Di corresponsabilità del Bertucci ha parlato l’avvocato difensore, Nicola Maria Tonelli. “Bertucci – ha ricostruito la difesa – era nel cono d’ombra che era di circa 8 metri. L’accesso al piazzale non era disciplinato. Sul cicalino di retromarcia, poi, ci sarebbe da rilevare come tutte le difese non abbiano visto il cicalino se non al terzo sopralluogo. Questo mi lascia basito”. Il legale aveva chiesto l’assoluzione per difetto dell’elemento psicologico del reato colposo, non riscontrando la prevedibilità ed evitabilita dell’evento da parte del proprio assistito.

Di senso opposto la decisione del giudice. La sentenza con tutta probabilità verrà appellata.

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