San Marino. “Sistema bancario, un argine contro i furbetti”

“Le banche devono recuperare i soldi prestati ai grandi debitori che, ad oggi, non stanno rientrando. Questa la grande sfida che dovranno affrontare governo e maggioranza, forti degli importanti risultati appena raggiunti”.

Il Movimento Rete esprime le proprie considerazioni sullo stato del sistema bancario. “Nonostante le Cassandre del mal auspicio, il Governo ha messo a segno alcuni obiettivi fondamentali: l’arrivo dei vaccini, l’inizio della campagna vaccinale, l’arrivo della liquidità grazie alla collocazione del Bond sul mercato internazionale, la positiva relazione del FMI rispetto alle misure intraprese nell’ ultimo anno con in primis l’emissione del titolo irredimibile come soluzione al problema di Cassa di Risparmio. Sono risultati importanti verso lo stesso obiettivo: la ripresa del Paese.
Ma non basta.
In questo senso è fondamentale invertire la rotta sulla banche, che finora hanno assorbito importanti risorse del bilancio dello Stato per coprire i loro buchi.
Alcune banche sono piene di crediti, spesso non onorati, a rischio di diventare inesigibili. Crediti che a lungo andare se non riscossi diventano Npl e problema serio per l’istituto bancario che li ha concessi. La cronaca di questi ultimi anni è piena di queste vicende.
È pertanto necessario che coloro che non stanno onorando le proprie esposizioni milionarie con gli istituti di credito, ripianino la loro posizione. Lo Stato, dal canto suo, ha il dovere di mettere a disposizione delle banche gli strumenti normativi per accelerare i tempi e le procedure di recupero. Questo è il senso dei progetti di legge che sono stati portati in prima lettura consiliare, per i quali RETE auspica non solo una celere approvazione ma anche il fattivo contributo di tutte le forze politiche.
Una sorta di argine compatto contro i furbetti che hanno proliferato per anni e che ora devono rientrare nel solco della legalità. Non è solo una questione morale, questo è senso di responsabilità verso il Paese, che oggi più che mai ha bisogno di stare con i piedi per terra e destinare risorse allo sviluppo”.

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