San Marino. Smi, a Roma la “fotocopia” di Forli’. Antonio Fabbri, L’informazione di San Marino

Antonio Fabbri, L’informazione di San Marino: Smi, a Roma la “fotocopia” di Forlì. Incompetenza territoriale, caso a Padova

Finora nel merito del fiume
di denaro passato per
San Marino Investimenti,
ci è entrato solo il Titano
con la condanna in primo
grado lo scorso 8 aprile
2014, un anno fa circa,
quando il conte Enrico
Maria Pasquini è stato
condannato a 4 anni di
prigionia, sanzione pecuniaria
complessiva di
37.900 euro e interdizione
da incarichi societari
per quattro anni, mentre
Eugenio Buonfrate è stato
condannato a 3 anni
di prigionia, 27mila euro
complessivi di sanzione pecuniaria e interdizione
da incarichi societari per
3 anni. E sempre a San
Marino risulta ancora
aperta l’inchiesta per
riciclaggio dei denari
passati in Smi.

A Roma, invece, è accaduto
quello che è avvenuto
a Forlì per Varano
,
dove il processo è stato
destinato in parte a Rimini
e in parte a Milano:
il Giudice per l’udienza
preliminare, accogliendo
l’eccezione della difesa,
ha dichiarato l’incompetenza
territoriale per
il filone dell’inchiesta originaria denominata
“Amphora”, dal nome
della fiduciaria dei Roma
del conte Pasquini che
secondo l’accusa ha
fatto da catalizzatore
dei denari frutto di
evasione e non solo poi
dirottati sul Titano e di
qui in paradisi fiscali.
Giro da un miliardo di
euro di denaro riciclato
secondo l’accusa.

Dopo
7 anni dell’apertura
dell’inchiesta, quindi, il
Gup stabilisce la procura
non era territorialmente
competente. Lo ha
riferito ieri a “Tribuna”l’avvocato Filippo Cocco
che si è detto soddisfatto
della decisione del Gup
Maria Agrimi al termine
dell’udienza preliminare
di lunedì.

Adesso, dunque, le carte
di questo fascicolo passano
a Padova.
La vicenda è quella
che ha visto evadere da
parte del Titano una delle
rogatorie più corpose
della storia, con i famosi
cinquanta scatoloni, per
700 chili di carte e circa
1400 tra cui diversi vip
che avevano avuto a che
fare con la finanziaria del
conte Pasquini.

Dai meandri di quelle
carte sono saltate fuori
altre inchieste importanti
ricondotte sempre
a passaggi dei soldi sul
Titano, dagli interessi
della cricca del 5%
nell’inchiesta su Monte
Paschi di Siena a quelli
di “Mafia capitale”, alla
vicenda della “Bigliettopoli”
romana.
Adesso, dunque, le carte
vanno a Padova dove l’inchiesta
deve ripartire ma,
è molto probabile, che i
tempi non siano brevi.

(da L’informazione di San Marino, mercoledì 15 aprile 2015)

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