San Marino. Stupefacenti: detenzione e spaccio, quattro condanne. Antonio Fabbri

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Stupefacenti: detenzione e spaccio, quattro condanne

Antonio Fabb

Si è chiuso con quattro condanne il processo per il giro di droga emerso in seguito alle indagini della Gendarmeria che avevano portato all’arresto dell’albanese residente a Fiorentino Eder Shpati, 32 anni, e ai domiciliari per la compagna, Sara Mazza di 40 anni, e alla denuncia di altre due persone. Ieri l’udienza. Dopo avere ascoltato il Tenente della Gendarmeria Stefano Bernacchia e il dirigente del servizio Farmaceutico, Pietro Maroncelli, si è passati alle conclusioni. Prima hanno rilasciato dichiarazioni spontanee sia Stefano Lazzari, che ha negato di essersi recato a casa dei coniugi per acquistare stupefacenti, sia Shpati, che ha tenuto a precisare come la moglie abbia agito unicamente dietro sua indicazione, assumendosi di fatto la piena responsabilità dei fatti contestati e sottolineando “non riuscivamo ad arrivare a fine mese”, ha detto. Quindi le conclusioni.

L’accusa “Non posso non partire dalle condivisibili preoccupazioni sia della Gendarmeria, sia dei vari inquirenti alternatisi nella conduzione di questo procedimento”. Il Pf ha infatti sottolineato la pericolosità del principale imputato, sottolineando come esempio la circostanza dell’indagine italiana di Fano, ed evidenziando che il suo comportamento criminoso “continuò anche quando era ai domiciliari a Valle Sant’Anastasio, dove continuava a rifornire persone”, ha detto il Pf. Anche il fatto di aver trovato Shpati in possesso di bilancino, e materiale per confezionare le dosi e la conferma di essere “pratico” nel tagliare la sostanza stupefacente, per la Procura Fiscale sono conferme della colpevolezza e pericolosità dell’imputato oltre ad avergli trovato in casa 116 grammi di cocaina destinata allo spaccio. A suo carico l’accusa aveva chiesto 4 anni e 2 mesi. 2 anni e 2 mesi, invece, chiesti per Sara Mazza, moglie dello Shpati, ritenuta compartecipe nel reato perché accusata di aver consegnato, su indicazione del marito, dosi di stupefacente agli acquirenti in diverse occasioni. Chiesti dal Pf, invece, 7 mesi a carico di Stefano Lazzari, 35enne, ritenuto “cliente” dei coniugi Shpati. 3 mesi di arresto, invece, chiesti per Pier Luigi Gualtieri, 49 anni. Nei suoi confronti l’accusa era di avere introdotto, al fine di metterli in circolazione, medicinali con il principio attivo del Viagra, risultati poi non in vendita né a San Marino, né in Italia, ma provenienti da India e Cuba.

Le difese L’avvocato Elia Fabbri, difensore di Gualtieri, ha chiesto il minimo della pena per il suo assistito. Stessa cosa ha fatto l’avvocato Daniele Cherubini per Stefano Lazzari, evidenziando come sia stato tirato in ballo unicamente per le affermazioni dei coniugi Shpati. “A queste, che vanno prese come dichiarazioni di imputati e quindi non testimoniali, sarebbero dovuti seguire rigorosi riscontri, che tuttavia mancano. Anzi il mio assistito nega di aver acquistato stupefacenti da Shpati e Mazza. I suoi accessi all’abitazione dei coniugi, derivano da rapporti di conoscenza che il mio assistito ha con loro dal 2013”. Di qui la richiesta di assoluzione e, in subordine, di ammissione all’esperimento probatorio o di condanna nel minimo con i benefici di legge. La difesa di Sara Mazza era affidata all’avvocato Alessandro Cardelli. “La mia assistita non ha mai fatto uso di sostazne stupefacenti, né ha mai utilizzato profitti da sostanze stupefacenti. Aveva la mobilità in quel periodo e da questo derivano le spese sulla Smac. Non ha precedenti non ha mai avuto a che fare con fornitori, come emerge anche dalla confessione del marito. Vorrei sottolineare anche la sua condotta processuale. E’ stata la prima a parlare, ha confessato immediatamente tutto quello di cui era a conoscenza. Per questo le vanno riconosciute tre attenuanti: la confessione resa immediatamente; la collaborazione con le autorità; i suo ruolo nella compartecipazione del tutto secondario”. Di qui la richiesta dell’avvocato Cardelli dell’esperimento probatorio o, in subordine, della pena nel minimo.

“Non è mia intenzione sminuire la gravità della situazione – ha detto il difensore di Shpati, Rossano Fabbri – ma chiedo che venga valutata secondo gli effettivi elementi della stessa. Perché non si corra il rischio di esondare rispetto ad una sorta di sentimento popolare che può fare tracimare la questione in una eccessività di rigore. Quello che mi preoccupa è che non si ecceda in una foga punitiva”. La Difesa ha quindi affermato come l’attività di spaccio fosse limitata sempre alle stesse 4 o 5 persone e, quindi, circoscritta. “Chiedo che venga valutata la situazione per quella che è, tenendo la pena nella misura inferiore a tre anni e mezzo, in modo che prevalga la funzione rieducativa della pena”, ha concluso l’avvocato Rossano Fabbri.

La Sentenza Il giudice Battaglino, per i due episodi contestati a Shpati, uno relativo al possesso di una modica quantità di stupefacente, l’altro, il più grave, di spaccio, ha condannato l’uomo a complessivi 3 anni e 6 mesi. Due anni e 2 mesi per la moglie. 7 mesi di prigionia, con la sospensione della pena dopo l’esperimento probatorio, per Stefano Lazzari. 3 mesi di arresto per Pier Luigi Gualtieri. Possibile l’appello.

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