San Marino. Verso il referendum, Rete: “L’aborto non va punito con la prigionia”

“Si conclude oggi la campagna referendaria che potrebbe rendere il nostro Paese, dopo decenni d’ipocrisia, uno Stato garantista per tutte quelle donne che meritano di essere tutelate di fronte ad una scelta tanto difficile quanto personale come quella dell’interruzione volontaria di gravidanza”.

Lo dichiara in un comunicato Rete, spiegando di sostenere il Sì “perché la libertà di scelta è un diritto che uno Stato responsabile dovrebbe garantire ad ogni suo cittadino; una donna che decide d’interrompere volontariamente una gravidanza dovrebbe essere assistita dalla sanità pubblica e affinché l’aborto non sia più punito con la prigionia ma sicuro e legale”.

Il movimento di governo invita la popolazione di San Marino a votare Sì “per fare in modo che anche a San Marino l’interruzione volontaria di gravidanza sia regolamentata da un testo normativo adeguato e all’avanguardia, uscendo finalmente dal quel cono d’ombra in cui per lungo tempo è stato relegato a causa di una cultura ipocrita e bigotta”.

Infine, Rete ricorda che “i diritti vanno tutelati e i doveri rispettati e che ogni voto è decisivo, specialmente in assenza di quorum: è responsabilità di ogni singolo cittadino recarsi alle urne domenica 26 settembre 2021”.

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