Sanità e cura agli immigrati. La Comunità Papa Giovanni XXIII organizza sit-in il 26 febbraio davanti alla Camera dei Deputati

Una protesta pacifica, affinché il DDL 733 venga sostanzialmente rivisto e l’immigrato non venga equiparato a un criminale e perché ogni persona possa serenamente ricevere le cure necessarie, il diritto alla salute.
Lo ha affermato in una nota l’Associazione Papa Giovanni XXIII, a proposito del Decreto legge di cui tanto si parla, che toglie il divieto di denuncia dell’immigrato irregolare da parte del medico (in pratica, il medico può denunciare il proprio ammalato se è clandestino).
“Siamo preoccupati – continua Ramonda, presidente dell’Associazione – e turbati per le continue violenze e stupri perpetrati verso i più deboli, giovani donne e persone indifese.
Chiunque commette violenze di ogni tipo deve essere perseguito e severamente punito indistintamente dal livello sociale e dall’etnia di provenienza perché la violenza non ha colore né nazionalità.

Il fenomeno dell’immigrazione clandestina è invece un altro problema, chiosa Ramonda: “riteniamo grave e pericoloso presentare tutti gli immigrati come dei criminali e rei dei più efferati delitti”. Contro il DDL 733 la Papa Giovanni XXIII propone allora una manifestazione per sollecitare una riflessione su un provvedimento che nessun medico dovrebbe considerare deontologicamente corretto, non riconoscendo i diritti inviolabili della persona e determinando gravi conseguenze per la salvaguardia della salute pubblica. L’appuntamento è per il 26 febbraio alle ore 10,00 davanti a Montecitorio .

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