‘Sermoncino sammarinese 2011’. Domenico Gasperoni, La Tribuna Sammarinese

Editoriale di Domenico Gasperoni, pubblicato su La Tribuna Sammarinese del 22-12-11.

Sermoncino sammarinese 2011

Per quelli che non hanno
i capelli bianchi come
me,ricordo che nei
primi del ‘900 e fino agli
anni cinquanta, i bambini
erano chiamati a
recitare, durante le feste
di Natale, il sermoncino
davanti a un presepe.
Nelle chiese parrocchiali
e anche in qualche casa
privata dell’alta società.
Si trattava di componimenti
in rima, di matrice
popolare, che esprimevano
la speranza e la
volontà di riscatto dalla
misera quotidianità.

 

Erano, inoltre, un
veicolo di formazione
e di educazione
morale dell’infanzia. Si
svolgevano anche delle
gare fra i bambini e i
più bravi ricevevano un
dono. Purtroppo questo
patrimonio di cultura
popolare e di genuina
creatività è andato perduto.
Perché in genere
non c’erano testi scritti
ma le filastrocche si tramandavano
oralmente.
Fortunatamente qualche
notte fa ne ho recuperato
un simpatico
esemplare. Ho fatto
un sogno. Sono ritornato
indietro nel tempo
di vari decenni,alla mia
infanzia. Rivivo la scena.
Una Suora dell’Asilo
mi mette sopra una
sedia, davanti ad un
presepio. Sono di fronte
a enormi statue a dimensione
di persona ed
ho i brividi, perché c’è
tanta gente che aspetta
la mia recita. I sogni
fanno brutti scherzi.
All’improvviso cambiano
i tempi e le epoche.
Il mio sermoncino è diventato
d’attualità. Potrebbe
essere più o meno
così:

O mio buon Gesù, figlio
Divino

Ti chiedo di esaudir un
caro sogno.

Oggi ti voglio parlar di
San Marino,

Che di un gran miracolo
ha bisogno.

Accendi anche per noi
una cometa

E dona tanto amor e un
cuore puro

Perché troviamo insiem
la nostra meta

E alla capanna giungiamo
del futuro.


I pastori hai guidato con
la stella

E ti han trovato disteso
sulla paglia.

Porteresti un aiutino
all’Antonella

Perché firmi la pace con
l’Italia?

I pastori ti han portato
gli agnellini

Con tanto amore e caldo
slancio.

Dà coraggio e fantasia al
Valentini

Perché ripianar possa il
gran Bilancio.

Tra la paglia ti serve un
po’ di ovatta

Per scaldarti,e anche un
bel tizzone.

Porgi la forte tua mano
alla Ciavatta

Per cambiar della PA il
gran carrozzone.

Baldassarre il gran Re
Magio Nero
come dono, l’incenso ti
ha offerto.

Anche da noi passò altro
“Re nero”

Che un colpo alla patria
ha inferto.

Io son più buono in queste
feste.

Ti chiedo di darci una
grossa mano:


Liberaci dalle nostre
brutte inchieste,

Da Staffa,casalesi e anche
Varano.

Tu sei, Gesù, il mio caro
bambinello,
col tuo grande amore ci
hai salvati.

Ti chiedo allor di ripulire
il Pianello


Da tutti quei birboni di
“inguaiati”.

Da ultimo ti chiedo un
regalino

Anche dalla parte dei
bambini:

Fa’ che tutti i cittadin di
San Marino
Siano da oggi un po’ meno
birichini.

Ora sono sveglio.

E auguro
Buon Natale alla
Repubblica.

Sono gli
auguri di una rinascita.

Domenico Gasperoni

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