Simona Pambianchi per l’unità dei socialisti

E’ trascorso oramai circa un mese dal momento in cui alcuni compagni socialisti hanno abbandonato il psd. Sicuramente il rammarico è grande per chi come me aveva scommesso e investito il proprio impegno politico, la lunga militanza nel partito socialista sammarinese e si era impegnata grandemente nel progetto di creazione del psd, individuato come la grande casa del pensiero socialista sammarinese.
Infatti dopo la caduta del muro di Berlino, dopo tutti i percorsi revisionisti intrapresi dai partiti comunisti europei e quindi considerato ciò che è avvenuto anche a San Marino, in riferimento alla storia del partito comunista, per non disperdere le esperienze e l’impegno di chi comunque tanto ha dato nel tempo ai percorsi di crescita della repubblica (sia da un punto di vista politico che sociale), ritengo che giustamente si è voluto ricondurre tutti gli uomini e le donne che si riconoscevano nell’esperienza e nella espressione della sinistra riformista, in un grande partito, un grande partito che appartiene all’internazionale socialista ed è parte del partito socialista europeo.
Da quanto ho sopra brevemente detto, credo che appaia chiaro come il mio lungo impegno politico si sia sviluppato e sia sempre rimasto legato ad una forte identità socialista.
Purtroppo però dopo gli accadimenti dell’inizio luglio, il progetto, o meglio lo strumento, quale può essere considerato il psd, di unità di tutti i socialisti ha subito una forte battuta di arresto; infatti sono oramai troppi i soggetti politici che hanno preso le mosse dal socialismo sammarinese.
Credo che fin da subito, tutti i socialisti impegnati nelle varie formazioni politiche che nel tempo sono state create, debbano ricercare e trovare, dei modi attraverso i quali ricollegare la propria azione e il proprio impegno politico, mettendo da parte una volta per tutte lo scontro sterile e gli inutili personalismi.
Sono fermamente convinta che ciò sia quanto mai urgente sopratutto in una fase storica quale quella che noi tutti e la repubblica di san marino sta attraversando, in cui tutto il sistema paese deve essere riprogettato.
Ritengo quindi che non possano essere disperse le energie in inutili scontri fra persone.
Oggi più che mai i socialisti hanno il compito di ricollegare le proprie forze e le proprie capacità per continuare a garantire ciò che i nostri padri hanno costruito così da continuare a progettare il futuro e l’esistenza della nostra repubblica.
Nessuno dei socialisti impegnati nei vari ruoli e nei diversi partiti potrà esimersi, da questo imprescindibile compito.
Credo che questo debba essere il punto di partenza per ricollegare i partiti che comunque fondano le proprie origini nella cultura socialista sammarinese.
Uno degli elementi che sicuramente faciliteranno un fattivo dialogo fra i soggetti politici che si muovono in tale alveo, può, a mio avviso, essere rappresentato da un intelligente rinnovamento della dirigenza dei partiti.
Soltanto da e fra persone nuove può passare un dialogo schietto, privo di retropensieri, che ponga sul tavolo progetti e soluzioni per il bene del paese e di tutta la sua collettività.
Quindi prima di pensare a forme di aggregazioni che potrebbero essere rappresentate da un patto federativo, o da una grande casa socialista, pur quanto condivisibili, si deve partire dai progetti da mettere in campo per il futuro della repubblica.
Le soluzioni per risolvere e superare la crisi che investe il nostro paese e la condivisione delle stesse, se non vi è stata nel frattempo una mutazione genetica fra i vari protagonisti del dialogo, potrà essere facilmente ritrovata.
Di qui bisogna partire per individuare il modo giusto per ricollegare i nostri percorsi in un unico grande soggetto operativo .

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