Sinistra Unita sugli innumerevoli scandali di cronaca giudiziaria accaduti in questi anni sul Titano

Sono ormai innumerevoli gli scandali abbattutisi su San Marino negli ultimi anni. La reputazione del Paese è ai minimi storici. Diversi di questi scandali sono di eccezionale gravità e coinvolgono personaggi importanti della scena sammarinese. Nel tempo il danno di reputazione si è trasformato anche in un danno economico, il cui prezzo stanno pagando unicamente i cittadini. Nonostante ciò la politica continua a non volere affrontare in modo serio la questione morale.

L’ultimo scandalo viene riportato in data 24 novembre 2013 dal quotidiano La Voce. Secondo quanto riportato nell’articolo, il segretario della Democrazia Cristiana, Marco Gatti, comparirebbe in un fascicolo della Guardia di Finanza di Novara, nel quale si legge che “Marco Gatti, nella sua qualità di amministratore della E-Vox, ha agito col dolo specifico di consentire alla Project SpA l’evasione dell’Iva e dell’Ires”. La Guardia di Finanza denuncia un traffico di oltre 665 milioni di euro, una cifra superiore al bilancio dello Stato di San Marino. Alcuni dei soggetti coinvolti avrebbero dei collegamenti con il clan Di Lauro. Nell’indagine sono state impegnate le procure di Forlì e Napoli.

La vicenda colpisce non solo il più grande Partito del Paese e le Istituzioni, ma anche la Repubblica, che ha la necessità assoluta di uscire dalla “black list” per poter avviare la ripresa economica e sociale e che ha urgenza di recuperare il suo prestigio internazionale, che si ottiene solo perseguendo la legalità e la trasparenza.

Sinistra Unita interpella il governo per conoscere le sue valutazioni sul caso evidenziato se ritiene di promuovere un dibattito consiliare sulla questione morale; come intende ripristinare l’immagine della Repubblica e tutelare i cittadini onesti.

La politica deve ripulirsi e fare chiarezza su tutto il passato senza attendere la magistratura che – con tutto il rispetto – non sembra davvero nelle condizioni di mettere ordine in uno stato di cose ormai troppo compromesso.

 

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