SMAC CARD – non finiamo mai di stupirci!

Dal 1 gennaio 2015 con l’entrata in vigore delle nuove norme in materia fiscale, la SMAC CARD ha aperto una nuova era aggiungendo una ulteriore funzione alle tante che già svolgeva.

Tessera sconto, borsellino elettronico e ora strumento di accertamento fiscale.

Tante, troppe funzioni che rischiano di sollevare criticità e problemi nelle vari funzioni.

Ci vengono segnalate infatti sempre più attività che dall’introduzione della funzione fiscale non praticano più gli sconti previsti dal circuito SMAC.

Segnalazioni che si fanno più frequenti e che spingono molti cittadini a scegliere attività commerciali fuori territorio come luoghi nei quali fare shopping, in quanto raggiunta la soglia della deducibilità fiscale spendere a San MArino può non essere più conveniente.

Scelta legittima, vista la non obbligatorietà dell’adesione al circuito di sconti effettuati dagli esercizi convenzionati, ma che solleva a giudizio di Unione per la Repubblica, nuove perplessità su come la funzione fiscale è stata estesa a uno strumento con finalità molto diverse.

Se la SMAC CARD era nata per incentivare i consumi in territorio, ci duole ammettere che la missione principale della carta si sta smarrendo.

Aliquote di sconto molto basse, inutili rispetto ai ribassi praticati nelle attività commerciali fuori territorio, molte attività che non fanno più sconti, impossibilità di spendere presso i distributori gli sconti accumulati con l’acquisto del carburante.

Ci pare, la nostra è un’impressione, che il tutto si regga ormai solo con lo sconto carburanti, soluzione per aggirare un annoso problema – e ci riferiamo a un accordo obsoleto con la Repubblica d’Italia – che UPR ha più volte segnalato e chiesto di rivedere.

E’ fra l’altro imbarazzante notare che nonostante le richieste di UPR, una carta che ha l’ambizione di incentivare lo shopping nella Repubblica di San Marino non è nemmeno pubblicizzata all’ingresso del nostro Paese e ai visitatori non viene data nessuna informazione sulle potenzialità di questo strumento.

UPR torna a chiedere un deciso intervento su questo tema poiché quanto sta accadendo rischia di rendere inutile un progetto che era nato per incentivare i consumi interni nella Repubblica di San Marino e incentivare il settore commerciale e dei servizi.

Ora ci chiediamo a cosa servirà? Centinaia di migliaia di euro spesi solo per verificare i ricavi degli operatori economici e fare eventualmente accertamenti fiscali anche agli stessi clienti?

Un complesso sistema messo in piedi che si riduce a solo strumento per fare delle verifiche fiscali sugli operatori economici con il rischio poi, che le evoluzioni tecnologiche del settore – vedi POS – rendano il sistema obsoleto fra 2 o 3 anni?

UPR chiede politiche decise per rilanciare il settore commerciale: panieri di beni con prezzi agevolati, i consumatori devono avere la reale percezione che acquistare in Repubblica è conveniente.

UPR chiede di nuovo che sul tema carburante si affronti il problema in modo strutturale, quando inizieranno i negoziati con l’Unione Europea il tema deve essere in agenda affinché San Marino abbia una propria politica tariffaria, come avviene già per gas, acqua e energia elettrica.

UPR infine auspica che si inizino delle strategie reali per promuovere il sistema commerciale e non si continui la politica della navigazione a vista, che sta mettendo sempre più in difficoltà l’economia del Paese.

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