Socialriformisti in campo per “smontare” il centrodestra

Tra garofani e cravatte rosse i Socialriformisti superano la prova del battesimo. Senza dimenticarsi di suggerire, alle delegazioni di maggioranza e opposizione, che con un partito socialista “più forte e aperto al dialogo” un nuovo percorso politico è possibile. Dopo aver smontato il centrosinistra di “Riforme” con la scissione dal Psd, ora il garofano lancia un’Opa sul centrodestra al governo del Patto, attraverso l’offerta di dialogo strategico coi centristi di entrambi i poli: Alleanza popolare e Democratici di centro. Insomma un centrosinistra anni ’60, per dirla all’italiana. Ieri sera al richiamo neosocialista, la prima assemblea costituente del Partito socialista riformista sammarinese, hanno risposto tutti: un teatro pieno, il Concordia di Borgo, e tra tante delegazioni di partiti e associazioni non mancavano i cittadini, “almeno 350”, stimano gli stessi protagonisti. Ma soprattutto, si è notata la presenza di una folta delegazione degli ex del Psd.

Ospiti anche da fuori confine: i socialisti italiani Paolo Zanca, vice presidente del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, e Antonino Di Trapani, della segreteria del Nuovo Psi.

E se nel corso della serata non ha riservato sorprese la nomina, per acclamazione, del segretario ventisettenne Simone Celli e del presidente Paride Andreoli, decisive sono state le parole dei due neoeletti rivolte alle delegazioni presenti. Andreoli non ha risparmiato critiche agli ex: “Non potevamo più rimanere in un partito che non ha più nulla di socialista, prigioniero del conservatorismo e appiattito sulla sinistra radicale”. Ma gli uomini del Psd hanno dovuto mandare giù anche gli ammiccamenti rivolti al Nuovo partito socialista e, più in generale, a tutti i socialisti presenti nella compagine politica sammarinese.

Il neosegretario Celli dal palco ha lanciato direttamente un appello al Nuovo partito socialista: “E’ arrivato il momento di iniziare un confronto alla luce del sole per valutare la possibilità di definire un percorso rivolto ad un graduale ma inesorabile avvicinamento delle nostre forze politiche”. E ancora, allargando l’obiettivo anche alle “individualità” socialiste presenti nel Psd e in Arengo e Libertà: “Saremmo degli irresponsabili- ha insistito Celli- a non cogliere l’opportunità di rendere sempre più forte l’area socialista”. Il giovane segretario non ha risparmiato poi critiche alle forze di maggioranza, la cui “scarsa coesione si ripercuote negativamente sull’operato del governo”, da cui “sta emergendo una preoccupante assenza di idee e di proposte per il futuro”.

Di qui l’affondo: Celli dichiara la disponibilità del suo partito “a ragionare sulla creazione di un nuovo assetto del quadro politico, che preveda una solida alleanza politica e programmatica fra un’area socialista dotata di responsabilità e di senso dello Stato e le forze del centro moderato disponibili alle riforme”. L’invito rivolto ai partiti di “centro” è una vera a propria sfida lanciata al Patto. “Con alcuni di questi partiti dell’area moderata, ora schierati al governo o all’opposizione,- prosegue, riferendosi ad Alleanza Popolare e Ddc- abbiamo avuto, in passato, collaborazioni e condivisioni importanti, per cui riteniamo possibile e auspicabile riprendere il filo del dialogo costruttivo indipendentemente dai ruoli ricoperti”.

Infine, arriva la dichiarazione di intenti: i Socialriformisti si smarcano dal Psd, “dando vita- mette in chiaro Celli- a due tipi di opposizione sostanzialmente distinte nei programmi, nella linea politica e negli obiettivi”. Infine, conclude il segretario, l’opposizione del Psrs “si baserà sul conflitto mite- e sul rifiuto di inutili polemiche, privilegiando il dialogo ed il confronto con le forze del centro democratico disponibili alle riforme”.

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