Sportello consumatori: abbassare il prezzo dei carburanti

Carburanti, il prezzo va abbassato e vanno fatti controlli sulle pompe di vendita
19 aprile 2012 – L’Associazione Sportello Consumatori ha inviato questa mattina una lettera alla Segreteria di Stato per le Finanze, firmata dalla Presidente Donatella Olga Zanotti, per sollevare le problematiche legate ai carburanti, divenute, specie in questi ultimi tempi, argomento di forte attenzione da parte dei consumatori a causa dei continui incrementi di prezzo che accentuano le difficoltà economiche cui la grave crisi del paese già li sottopone.
CONTROLLI SULLE POMPE DI CARBURANTE – In primo luogo, lo Sportello Consumatori chiede che vengano fatti controlli sulle pompe sammarinesi di carburante per accertare la reale corrispondenza tra le quantità di benzina o gasolio erogate e gli importi richiesi. Ciò perché sono pervenute allo Sportello Consumatori alcune segnalazioni in proposito, e perché comunque è un preciso compito dello Stato accertare la correttezza nella erogazione dei carburanti. Si tratta di una misura che va nella direzione della tutela dei cittadini da possibili abusi e scorrettezze, tanto più intollerabili in questa fase di forti difficoltà economiche per larga parte di popolazione e di aumenti continui del costo della vita.
 
PREZZO DEI CARBURANTI – Lo Sportello Consumatori inoltre ha formulato una precisa richiesta di abbassamento del prezzo dei carburanti, e in particolare la riduzione dell’introito spettante allo Stato. Va rilevato che mentre ad esempio in Italia gli introiti di benzina e gasolio sono destinati a finanziare scopi specifici, a San Marino non hanno una destinazione precisa.
 
Abbiamo riscontrato che il prezzo della benzina a San Marino è più alto rispetto a diversi distributori del circondario, e questa differenza, oltre a penalizzare gli utenti, va di fatto ad annullare l’effetto della Smac Card. Non serve avere lo sconto sulla Smac Card se si paga la benzina più cara!
Nello specifico, le tasse che incamera lo Stato sammarinese (imposta speciale sull’importazione di prodotti energetici, l’equivalente delle accise in Italia) sono quote ad oggi pari a €. 0.70420 per la benzina e a €. 0.59300 per il gasolio. A queste si aggiunge il costo vero e proprio del carburante, sulla cui somma viene applicato il 21% di IVA. Naturalmente, più alto è il prezzo (accise più costo), più è alta l’IVA e quindi l’introito per lo Stato. 
Abbassare il valore delle accise significa calmierare il costo del carburante e alleggerire una voce importante di spesa delle famiglie a tutto vantaggio della tenuta dei redditi, anche se ciò comporta un minore introito per lo Stato, che non è certo dai proventi su benzina e gasolio che deve incamerare una significativa quota di gettito, che invece deve arrivare da politiche fiscali e patrimoniali di equità e giustizia sociale, concentrandosi sulle numerose ricchezze e patrimoni da molti anni sottratti al fisco, e non su un bene fondamentale di uso quotidiano per tutti i cittadini come il carburante.
Su questi temi esiste una forte sensibilità da parte della popolazione, tant’è che nei giorni scorsi è stata depositata anche una istanza d’Arengo volta ad affermare maggiore trasparenza rispetto ai prezzi dei carburanti e a monitorare e prevenire distorsioni e speculazioni. Lo Sportello Consumatori chiede alla Segreteria di Stato per le Finanze di tenere nella necessaria considerazione le richieste formulate e di adottare al più presto i conseguenti provvedimenti. 
Associazione Sportello Consumatori
 

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