Sull’attivismo del Segretario di Stato agli Esteri, Mularoni, e quello alle Finanze, Gatti

L’attivismo di fine anno del nostro Segretario agli Esteri è encomiabile. Il Segretario agli Esteri anche in periodo Festivo non perde infatti occasione per rispondere a tutti gli attacchi contro il sistema San Marino. Sinistra Unita rileva innanzitutto una differenza di atteggiamenti fra il Segretario alle Finanze ed il Segretario agli Esteri. Mentre il primo, navigato politico, non ha commentato l’iniziativa del Ministro Tremonti di rendere “fiscalmente italiani” coloro che hanno anche residenze in altri stati a differenziale fiscale vantaggioso come San Marino, il Segretario agli Esteri in piena attività ribadisce che anche a San Marino interessa sapere chi c’è in San Marino e cosa ci fa anche dal punto di vista della sicurezza interna.
Nulla da eccepire in linea di principio ma nei metodi invece ci sembra che il Segretario Mularoni sia stato precipitoso e piuttosto rude nell’accumunare le questioni fiscali con quelli della sicurezza da una parte e, dall’altra, nel non difendere adeguatamente la sovranità fiscale di San Marino.
Se infatti è vero che nel passato, e certamente non per demerito di Sinistra Unita, c’è stata una certa leggerezza nel concedere permessi di soggiorno e residenze, è anche vero che una delle fonti della ricchezza della nostra sovranità risiede nell’essere fiscalmente attraente per i soggetti esteri che in passato sono stati spinti ad investire in San Marino anche dalla possibilità di avere trattamenti fiscali privilegiati.
Quindi l’argomento non può essere liquidato con superficialità associando chi ha investito in San Marino a problemi di sicurezza interna, e non può essere nemmeno liquidato con superficialità un attacco in via indiretta alla nostra sovranità.
San Marino è cresciuta anche grazie a tutti coloro che hanno investito in Repubblica e crediamo che debba essere posta in essere una puntuale attenzione e protezione distinguendo con chiarezza tra coloro che hanno contribuito a far crescere San Marino e coloro che hanno solo abusato delle peculiarità sammarinesi non portando alcun valore aggiunto alla Repubblica.
La strada intrapresa è sicuramente quella giusta, ma chiediamo al Segretario agli Esteri di mettere in atto tutti i dovuti distinguo e la dovuta necessità di tutelare la sovranità per affrontare con fermezza da una parte e, con cognizione di causa dall’altra, un argomento delicato come quello messo all’attenzione del Ministro Tremonti.
Confondere la pertinenza fiscale con un problema di sicurezza interna ci pare un approccio grossolano per dirimere un questione così complessa.

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