Tagli a chi guadagna1200 euro al mese?

SAN MARINO 26 LUGLIO 2010 – Manovra economica, no alla scorciatoia dei decreti. La CDLS tiene il punto sulle misure anti-crisi approvate la scorsa settimana nell’ordine del giorno consiliare. E ribadisce: “La bussola delle scelte deve essere quella dell’equità”.

“Il via libera del Consiglio – afferma la segreteria CDLS – alla manovra straordinaria sul bilancio non può tradursi in atti parziali o, peggio, unilaterali. Concordiamo sulla necessità e l’urgenza di interventi indirizzati a un maggior risparmio, ma queste decisioni devono seguire una logica di equilibrio e di equità”.

In poche parole, la CDLS ricorda al Governo che “i costi della crisi non possono e non devono pesare solo sui lavoratori”. E insiste: “Su questo fronte c’è un ventaglio di doverosi interventi da inserire nella manovra, come la tassazione degli appartamenti sfitti o l’introduzione di una exit-tax allo scopo di frenare l’esodo di gruppi imprenditoriali e finanziari che hanno accumulato profitti dopo anni di incentivi e defiscalizzazioni”.

Sull’annunciato blocco di 4 anni del contratto della PA, la Confederazione Democratica sottolinea gli stipendi pubblici non rappresentano un aggregato di spesa così decisivo: “A fronte di un bilancio pubblico che si aggira sui 700 milioni di euro, le buste paga non raggiungono i 130 milioni, ovvero meno del 20% della spesa corrente. C’è insomma un abbondante 80% di spesa che merita di essere monitorata in profondità”. Non solo: il numero dei dipendenti della Pubblica Amministrazione sono “invariati da 13 anni e molte voci della busta paga sono congelate da un decennio”.

“E’ facilmente ipotizzabile – continua la CDLS – che un blocco quadriennale della contrattazione si traduca in un taglio netto delle buste paga di almeno il 10%. Percentuale che, per una larga fetta di dipendenti pubblici con stipendi da 1200 a 1900 euro, rappresenta un sacrificio non certo all’insegna dell’equità”.

Obiezioni arrivano anche sul metodo:“L’efficacia di qualsiasi manovra deve basarsi sulla condivisione e quindi si chiede all’Esecutivo di non procedere a colpi di decreti, ma di aprire un tavolo negoziale soprattutto per i capitoli che interessano direttamente il mondo del lavoro dipendente”.

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