Tina Meloni, Ap, sull’articolo di La Tribuna Sammarinese circa una borsa di studio

Rispondo all’articolo pubblicato da Tribuna lunedì 2 luglio dal titolo “Borsa di studio da oltre 60.000 euro, tutto un affare AP” perché chiamata in causa sia come Presidente della Commissione nazionale per l’attribuzione della borsa di studio, sia in quanto consigliere e rappresentante di Alleanza Popolare.
Come premessa desidero precisare che ‘il giornalista’ (come spesso purtroppo accade, non si sa chi sia perché l’articolo non è firmato) avrebbe potuto informarsi prima di scrivere delle inesattezze che vanno a colpire la  onorabilità di più persone e prima di fare illazioni sul comportamento di singoli.
Il Bando, cui fa riferimento ‘il giornalista’, è quello per l’assegnazione di due borse di studio finalizzate all’iscrizione ai Master in Diritto Comunitario e in Studi Economici Europei  presso il Collegio d’Europa di Bruges.
Quando mi è stato chiesto di presiedere la Commissione nazionale sammarinese,  incaricata di verificare “la completezza e la correttezza della documentazione a corredo delle domande di ammissione per il conferimento della borsa di studio”, mi sono sentita onorata di questa responsabilità e soprattutto contenta di questa opportunità di formazione che per la prima volta veniva offerta a giovani sammarinesi.
Come previsto dal Bando, dopo il colloquio conoscitivo e motivazionale con la Commissione sammarinese, della quale facevano parte anche la Dottoressa Maria Lea Pedini, funzionario diplomatico del Dipartimento Affari Esteri e l’Avv. Sabrina Bernardi, Dirigente dell’Avvocatura dello Stato, i candidati sono stati ammessi ad un colloquio individuale con il rappresentante nominato dall’Ufficio di Selezione del Collegio d’Europa che doveva accertare la loro preparazione accademica e linguistica (inglese e francese).
Alla selezione si sono presentati sette candidati, dei quali uno ha ritirato la candidatura per ragioni personali; tutti avevano i requisiti richiesti e tutti sono stati ammessi al colloquio con il rappresentante del Collegio d’Europa, il Professor Dominik Hanf.
Il Professore, da solo, ha incontrato i candidati individualmente e li ha sottoposti al colloquio di selezione; a distanza di alcune settimane l‘Ufficio di Selezione del Collegio d’Europa ha quindi inviato alla Commissione sammarinese la lettera con la valutazione finale. La nota precisava che nessun candidato per il Master in Diritto Comunitario aveva raggiunto l’idoneità, mentre per il Master in Studi Economici Europei dei quattro candidati solo due avevano raggiunto l’idoneità e prima risultava essere la Dottoressa Lisa Gualtieri.
Tengo a precisare che anche la cifra citata nell’articolo è inesatta, le borse di studio erano due, ciascuna di  € 22.000, da che si deduce che l’impegno di spesa sarà pari ai 22.000€ relativi all’unica Borsa di studio attribuita. Il Bando era chiaro anche in merito a quanto “dovuto” dal vincitore della Borsa di studio al termine del percorso di formazione  e cioè che a conclusione del Master sarebbe stato inserito per almeno due anni in servizio presso gli uffici della Segreteria Esteri. Questo vincolo era necessario per avere la certezza che ci fosse un “ritorno” all’impegno di spesa dello Stato: la disponibilità di personale qualificato con specifiche conoscenze utili al processo di una sempre maggiore integrazione con l’Unione Europea.
Si parla tanto della necessità di dare ai giovani l’opportunità di formarsi all’estero, di prepararli per il confronto con le esigenze del cosiddetto mondo globale, ed è la prima volta che, grazie all’interesse del Segretario Mularoni, San Marino propone questa opportunità; nessuno ha fatto caso alla notizia della conclusione del concorso e nemmeno alla nota stampa inviata dalla Commissione che si complimentava per la preparazione dei nostri giovani candidati; a distanza di più di un mese  si pubblica un articolo che riporta informazioni completamente distorte. Perché a vincere è una rappresentante dei Giovani di AP? o perché il Segretario Mularoni, sempre di AP, si dimostra sempre più interessata ai temi relativi alla formazione dei nostri giovani laureati? o perché l’incarico di presidente della Commissione è stato conferito a Tina Meloni, consigliere AP?
Questi sono i fatti; spero che ‘il giornalista’ voglia verificare la loro veridicità e, di conseguenza, chiedere pubblicamente scusa sia al Segretario Mularoni, sia ai rappresentanti della Commissione, sia alla Dottoressa Gualtieri per la serie di inesattezze pubblicate. Il ‘buon’ giornalista, prima di scrivere una notizia, si documenta con le varie fonti, soprattutto se il suo intento finale è quello di screditare le persone coinvolte e di ipotizzare, nemmeno tanto tra le righe, che è stata commessa una ingiustizia.
San Marino, 2 luglio 2012

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