Tito Masi su McKinsey e polo della moda in risposta ad Arzilli (Usc)

Dichiarazione del Segretario di Stato per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio, la Ricerca e i Rapporti con l’AASS. Tito Masi. ‘
Sono rimasto stupito, per non dire sconcertato, di fronte alle dichiarazioni dell’Unione Sammarinese Commercianti apparse oggi su alcuni quotidiani. Siamo di fronte ad una evidente e grossolana speculazione politica e non certo all’equilibrata manifestazione del pensiero di una intera categoria economica, che non può certamente riconoscersi nei sospetti gratuiti sollevati senza alcun fondato motivo dai vertici dell’USC.

L’ipotesi di “una triangolazione pericolosa fra McKinsey, Anis e Governo” è quanto meno il frutto di una mente fantasiosa che ha confezionato un attacco che rasenta la calunnia.

L’Anis, fra l’altro, non è mai stata coinvolta, fino ad ora, nel Progetto di Valorizzazione del Commercio e del Turismo ed il rappresentante della McKinsey, se ha parlato a titolo di esempio – e non mi sembra per nulla scandaloso – di un possibile polo della moda, non ha certamente presentato le conclusioni di uno studio che non è nemmeno iniziato.

Che poi l’USC, dopo aver condiviso ed apprezzato la volontà, l’impegno e le decisioni del Governo, giunga a mettere in discussione che la McKinsey sia una società di consulenza strategica di primaria importanza, lascia addirittura sbalorditi.

Il comportamento dell’Unione Commercianti Sammarinesi, in questa circostanza, non contribuisce di certo – soprattutto in questo particolare momento – ad un confronto pacato e proficuo, indispensabile ad affrontare i numerosi ed importanti temi attualmente in discussione.


La Segreteria di Stato
per l’Industria, l’Artigianato e il Commercio

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