Tra San Marino ed Italia, la ceramica Del Conca. NQRimini San Marino

Alessandra Leardini di NQRimini San Marino: Il gruppo Ceramiche Del Conca avviato nel 1979 conta oggi 500 dipendenti e 124 mln di euro di fatturato / Dal nulla all’impero della ceramica / Nel segno del padre, emigrato a Detroit, col cuore tra San Clemente e il Titano Enzo Donald Mularoni tra ricordi e strategie: “Dalle nostre radici, ma aperti al mondo”

RIMINI – Di padre in figlio, piastrella dopo piastrella, il Gruppo Del Conca è oggi un “impero” da 500 dipendenti e 124 mln di euro di fatturato, che si estende in tutto il mondo. Anzi, è proprio oltreoceano, dove Secondo Enzo Mularoni emigrò da Faetano negli anni ’40, che ebbe inizio il riscatto. Entrato come maestro elementare, uno dei tanti migranti spinti dalla necessità di “cercare pane altrove”, Mularoni ne uscì 10 anni dopo da imprenditore edile. Fu in quegli anni, a Detroit, che nacque Enzo Donald, il figlio che avrebbe ereditato le aziende di famiglia fino a portarle ai livelli di oggi.

Ingegner Mularoni, perché suo padre decise di tornare a San Marino? “Negli Stati Uniti mio padre era riuscito a trovare il riscatto che cercava. Si iscrisse all’università e continuò a lavorare prima come camionista, poi come bracciante. Dopo un anno fondò la sua azienda edile. Dopo dieci anni decise di venderla perché nel cuore aveva comunque Faetano, il suo paesello. Tornammo a San Marino nel 1960 e mio padre fondò un’altra azienda sempre nel campo dell’edilizia”.

Nel frattempo si laureò in Ingegneria: pensò subito di affiancare suo padre? “Lo feci dopo qualche breve esperienza professionale. Dopo soli 6 mesi mio padre decise di vendere la sua ditta, la prima in Italia di calcestruzzi, al Gruppo Ferruzzi. Dovevamo inventarci qualcosa, così nel ‘79 nacque Ceramica Del Conca, a San Clemente, nostra prima esperienza nel settore ceramico. Allora eravamo appena in 30”.

Da sammarinesi avete investito in Italia mentre la maggior parte delle imprese italiane correva sul Titano… “Già, sottolineo sammarinesi per genia, non per motivi fiscali! Negli anni Ottanta rilevammo Ceramica Faetano, azienda che nel nostro paese esisteva già da diversi anni ma che si trovava in condizioni non buone. L’anno prossimo compirà mezzo secolo di vita”. 

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