Tribunale di San Marino. Caso Marsili. Probabili avvisi di garanzia

Lucia Rughi di Corriere Romagna San Marino: INCHIESTA “CRIMINAL MINDS”. Brunelli spiega: «La delega alle indagini è partita solo otto mesi dopo le denunce». A San Marino l’azione penale è obbligatoria / Avvisi di garanzia, ombre sul Titano / Il giudice riapre il caso contro «l’inerzia ingiustificata» di magistratura e gendarmeria

(…) A San Marino l’azione penale è obbligatoria, vale a dire che alla notizia di un reato gli inquirenti e la polizia giudiziaria sono tenuti a svolgere le indagini e non possono astenersi facendo affidamento alla propria discrezionalità.

Qualcosa non ha funzionato e l’inchiesta dovrà far luce sul comportamento tenuto dagli agenti accertandone le responsabilità. In fase istruttoria, trattandosi di funzionari pubblici, tecnicamente si apre tutto uno scenario in cui non si escludono eventuali trasferimenti e sospensioni degli indagati.

Il giudice d’appello David Brunelli fa notare che «la delega alle indagini – inviata alla gendarmeria – fu conferita solo otto mesi dopo l’ultima denuncia», e che «l’autorità delegata ha fatto trascorrere ulteriori otto mesi senza aver fornito alcuna risposta, neppure provvisoria ».

Abbastanza elementi affinché il giudice disponesse la riapertura del caso: «La vicenda richiede che vengano compiute sia pure con ritardo tali attività (d’indagine), sia che vengano accertate le ragioni per le quali gli organi preposti hanno omesso di compiere gli atti del proprio ufficio». Nel frattempo, dai giornali la notizia è arrivata a Palazzo.

Informato dei fatti il segretario alla Giustizia, Augusto Casali, ha riferito alla coalizione di governo con il risultato che domani proprio a causa della vicenda giudiziaria sarà convocato d’urgenza il Congresso di Stato

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