Tutti contro tutti nel Patto per San Marino

Antonio fabbri, L’Informazione di San Marino: Tutti contro tutti nel patto, Tra accuse e recriminazioni reciproche

[…]

Parte Marco Arzilli, segretario
di Stato per l’Industria: “Credevo
nella Lista della libertà, un
progetto politico innovativo.
Molti giovani, come il consigliere
Cenci, ci credevano. Al
segretario di Stato Casali dico
che mi dispiace che il percorso
sia finito e non capisco quale sia
la ratio della scelta. Qui si gioca
a fare i ballottini, a fare incontri
per destabilizzare la maggioranza
e il governo. Usare
la crisi sa di stantio, dobbiamo
avere il coraggio di dire le cose.
Mi appello alla vostra coscienza:
decidiamo quando andare a
votare, ma prima mettiamo in
sicurezza il Paese e non alcune
persone”.

La replica di Augusto
Casali, segretario di Stato per
la Giustizia, non si fa attendere:
“Non ho capito l’intervento
del collega Arzilli. Pareva un
de profundis della maggioranza
in cui mi sembra non abbia più
fiducia. I toni usati e le lezioni
che si tentano di impartire sono
fuori luogo. Sembra che tutti cadano
dal melo, ma siamo oltre il
Patto, è superato. Sta nascendo
qualcosa di diverso, proiettato
nel dopo che va costruito. E mi
sembra molto coerente. Tutte
le decisioni saranno prese alla
luce del sole, senza imboscate
prima delle elezioni”.

[…]

Poi parla Gabriele Gatti: “Mi
sembra si sia avviato in comma
Comunicazioni un dibattito
di carattere politico, su cui non
intendo intervenire in maniera
approfondita, ma vorrei esprimere
alcune considerazioni da
vecchio consigliere. Anche critiche.
Ve lo dice uno che ha creduto
nel Patto. Non ho esitato
infatti a lasciare il governo nel
momento in cui la mia presenza
poteva essere un problema per
la maggioranza. Abbiamo iniziato
una fase di tatticismi preelettorali
senza accorgerci dove
sta andando il Paese. Si trova in
una situazione drammatica. Le
aziende se ne vanno, la white
list è al di là da venire, la situazione
finanziaria è difficile. Al
segretario di Stato Arzilli – aggiunge
Gatti – rispondo che non
è accettabile il suo sermone,
dire che se uno critica ce l’ha
con il Paese. Forse, se uno critica,
significa che ama il Paese.
Si dice che dobbiamo ridurre la
spesa corrente, ma non lo stiamo
facendo. Sul segretario Casali
bisogna dire che lui ha fatto
più di quello che umanamente,
nel suo settore, si può fare, non
si può recriminargli nulla”.

[…]

 

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