Un polo dell’innovazione per rilanciare Rimini. Eraldo Giudici

Eraldo Giudici (PDL), attraverso un comunicato avanza una proposta per un nuovo polo dell’innovazione a Rimini.

 

In questo periodo non passa giorno che non si senta parlare delle proteste degli studenti contro la riforma dell’Università e, al di la delle proteste, che hanno un’ evidente matrice politica, un tema ricorrente è quello dei tagli alla ricerca.

Riteniamo che le amministrazioni pubbliche, invece che distribuire risorse a pioggia, debbano mettere a disposizione fondi per favorire l’innovazione o per agevolare l’acquisizione di nuova tecnologia.

In vista delle prossime elezioni amministrative, rilanciamo un tema, che ci sta particolarmente a cuore: il rapporto tra il mondo dell’Università e quello delle imprese, per creare nuove opportunità per la ricerca.

POLO DELL’INNOVAZIONE – IL DOTTORATO IN AZIENDA

Il Dottorato in azienda può diventare un ottimo strumento per riavvicinare questi due mondi, dalla cui collaborazione dipende gran parte del nostro futuro, quando lo sviluppo dei paesi occidentali può passare solo, ed esclusivamente, dalla capacità di innovazione che si saprà mettere in campo.

Il settore turistico, è il comparto economico più rilevante dell’economia riminese, ma non il solo; in questo comparto la crisi della politica riminese, è sotto gli occhi di tutti.

Emblematica  la crisi e le gravi polemiche che hanno coinvolto ancora di recente “Itinera”, il “Centro internazionale di Studi turistici” riminese, che non è mai stata al centro dell’attenzione della Giunta riminese.

Nel settore turistico l’innovazione e la ricerca sono sempre state affidate all’intuito degli imprenditori; neppure le associazioni di categoria hanno mai attivato al proprio interno significative attività di ricerca e sviluppo in forma aggregata per conto dei propri soci.

In Italia é possibile organizzare dottorati in collaborazione con aziende, una modalità di collaborazione tra pubblico e privato che da sempre stenta a decollare.

Le difficoltà alla diffusione sono diverse:

–      la cronica mancanza di rapporti stretti tra imprese e Università.

–      Il dottorato in azienda è totalmente a carico dell’impresa;

Occorre attivare  un nuovo modello di rapporto tra pubblico e privato, da sperimentare anche attraverso progetti  pilota nei settori  chiave della nostra economia.

LA NOSTRA PROPOSTA: PROGETTI PILOTA e SUSSIDIARITA’ CIRCOLARE

I dottorati devono diventare strumenti di promozione pubblica dello sviluppo tecnologico e di innovazione all’interno delle imprese, in forma sussidiaria e circolare coinvolgendo:

–       Enti pubblici quali promotori di innovazione ed erogatori di risorse alle imprese.

–      Università garante del supporto scientifico e tecnologico.

–      Aziende come soggetti beneficiari che compartecipano ai costi del progetto.

Le Aziende, in definitiva, con contributi pubblici a progetto,  assumono il ricercatore, che lavora in esse per certa parte del tempo, il resto in Università a fare ricerca avanzata.   

Il dottorato in questo modo é pagato per metà dall’azienda e l’altra metà dall’ente pubblico , che decide di finanziare programmi per favorire l’innovazione tecnologica e la ricerca nelle imprese del proprio territorio; il controllo di qualità e la ricerca vengono svolti in convenzione con l’Università.

Un modo non assistenzialista e sprecone,  che può invertire il “trend migratorio” della nostra migliore gioventù, ed anzi attirare “cervelli” da fuori,  con un  ciclo virtuoso di ampia portata che, nel tempo, può portare notevoli benefici a tutta la nostra comunità e alla sua economia.

Eraldo Giudici Popolari Liberali – PDL

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