Valentini: ancora sulle elezioni italiane

Dopo le prime reazioni a caldo a commento dei risultati delle elezioni italiane, ritengo sia doveroso ritornare sull’argomento per cercare di cogliere più a fondo le indicazioni che emergono da questo terremoto, che ha coinvolto il sistema della rappresentanza politica italiana e, se fosse possibile, trarre le dovute conseguenze anche per la nostra realtà.
Innanzitutto l’affluenza alle urne dimostra che l’antipolitica non ha vinto e che gli Italiani hanno manifestato ancora la volontà di partecipare alla vita del Paese, in forza di un’esperienza fatta di valori vissuti, che hanno visto privilegiare chi è portatore di proposte concrete, per superare le difficoltà attuali, piuttosto che i disfattisti vecchi e nuovi,disposti solo a cavalcare cinicamente il malessere diffuso.
In secondo luogo, con l’esclusione della sinistra radicale dai due rami del Parlamento, è apparso evidente che l’estremismo laicista non è quello in cui il Paese si riconosce, perché il peccato grave di questo modo di concepire la politica è la sua distanza dalle condizioni concrete della gente, a cominciare proprio dalle fasce più indifese della società.
Infine gli Italiani hanno premiato chi, lavorando per l’aggregazione, ha contribuito alla semplificazione del sistema politico, attribuendo alla frammentazione degli ultimi anni la fragilità delle coalizioni, la scarsa efficacia e l’instabilità dei governi, estenuati dalla necessità di mediare tra posizioni contraddittorie.
Sono indicazioni queste che raccogliamo con grande soddisfazione perché ci confortano nell’indirizzo che il P.D.C.S. ha dato alla propria azione da un anno a questa parte, sostenendo che nessun processo di modernizzazione del nostro Paese possa avvenire senza una capacità di ascolto delle esigenze della popolazione e senza un’attenzione a valorizzare tutte le potenzialità presenti nel nostro tessuto sociale ed economico. E nello stesso tempo, dando vita ad un percorso di aggregazione che possa portare ad una responsabilità di governo libera dalle spinte estremistiche che non corrispondono all’interesse generale.
Ci auguriamo dunque che il governo italiano che sta per nascere sia all’altezza delle aspettative che gli elettori hanno manifestato e, pur con le necessarie differenze, anche il sistema politico sammarinese sappia far tesoro di questa lezione.

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