Vittorio Da Rold , IlSole24Ore,Lotta globale ai ‘paradisi’, più dura per San Marino

Vittorio Da Rold
IlSole24Ore

Lotta globale ai «paradisi»

Brasile, Cina e India (tre quarti dei cosiddetti Brics, manca solo la Russia di Viadimir Putin che però vuole entrare direttamente dalla porta principale dell’Organizzazione internazionale) sono pronte a scendere in campo, assieme ai paesi Occidentali, nella lotta ai Paradisi fiscali targati Ocse per migliorare la trasparenza e gli scambi di informazione bancaria con le rispettive amministrazioni fiscali. Storica decisione presa poco prima del mega-vertice di settembre del G-20 il settembre (per il meeting tecnico dei ministri delle finanze) e il 23-24 settembre con i capi di Stato e di governo. Di oggi anche la notizia che l’Austria ha approvato un progetto di legge per allentare il segreto bancario.

La decisione dei Brics di entrare nel Global Forum, il braccio operativo di questa nuova crociata contro l’evasione fiscale senza frontiere composto oggi da 87 paesi, verrà, salvo sorprese dell’ultima ora, formalizzata nel corso del vertice di due giorni in corso ieri e oggi a Città del Messico (l’incontro ha subito qualche ritardo nei lavori perché era previsto in un primo tempo a Los Cabos, sempre in Messico,ma è stato spostato a causa dell’arrivo dell’uragano Jimena).

Cosa si propone il convegno Ocse in corso a Città del Messico? Innanzitutto ristrutturare e rafforzare il ruolo del Global Forum estendendo il numero dei partecipanti ai nuovi big dell’economia mondiale come India, Cina e Brasile e ai paesi emergenti per rendere più strette le maglie della rete anti-evasori. Nell’occasione quattro nuovi Paesi – India, Israele, Lettonia e Slovenia – hanno aderito alla lista bianca della struttura che comprende quei paesi che applicano le regole previste. Non solo. L’Ocse cercherà di monitorare l’implementazione degli accordi fiscali standard che oggi devono rispondere solo a una semplice richiesta quantitativa (12 agreement per passare dalla scomoda lista grigia di chi non collabora pienamente a quella bianca di chi non ha alcun problema con gli altri partner), per evitare che gli accordi freschi d’inchiostro siano qualitativamente insufficienti e con il rischio che restino, per di pi , lettera morta nei cassetti dei ministeri delle Finanze.

Insomma, i super-esperti Ocse implementeranno un meccanismo di robust peer review , cioè una forte revisione tra pari del contenuto di questi accordi per lo scambio di informazioni fiscali. L’aumento delle intese siglate a marce forzate (da inizio 2008 sono stati firmati 7 nuove convenzioni sullo scambio d’informazioni) hanno permesso a ben noti paradisi fiscali come le Isole Vergini Britanniche o le Cayman di passare pochi giorni fa dalla lista grigia a quella bianca senza colpo ferire. Anche la Svizzera ha iniziato la marcia di avvicinamento all’agognata meta della white list firmando quattro accordi con Danimarca, Spagna, Francia e Lussemburgo e portandone avanti altri per arrivare a superare la fatidica quota dodici.

A questo punto l’Ocse ha deciso di correre ai ripari e controllare la qualità, l’efficacia e la velocità di messa in opera degli accordi sullo scambio di informazioni fiscali «monitorando l’implementazione delle intese».

Dietro a questa nuovo giro di vite c’è la decisione politica di aumentare la trasparenza e lo scambio di informazioni e l’aggravarsi dei bilanci pubblici dei paesi del G-20 e G-8.

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