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La riforma istituzionale dell’ISS per
gli aspetti organizzativo-istituzionali e l’Authority
per la garanzia della qualità delle
prestazioni pubbliche e private e per la programmazione
sanitaria e socio sanitaria, sono i
punti di partenza di un percorso di profondo rinnovamento
che mira a mantenere un sistema
universalistico, solidale ed efficace. Questo percorso verso
un nuovo modello organizzativo ed una
governabilità del sistema deve andare avanti
attribuendo le autonomie e le
responsabilità previste dalle leggi vigenti in coerenza le
riforme
della Pubblica Amministrazione.
Le scelte organizzative e politiche
devono essere compatibili con i principi istitutivi
dell’ISS e con l’obiettivo primario di
assicurare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini,
la qualità, l’accessibilità e la
continuità dell’assistenza a tutti gli utenti indipendentemente
dalle loro condizioni sociali od
economiche. In ragione di ciò, il necessario contenimento
della spesa pubblica non deve
penalizzare la qualità dei servizi sanitari, da considerarsi
ambito strategico per la nostra
comunità.
Verranno espressi indirizzi politici
chiari e sostenuti nel tempo, per consentire così
l’orientamento del sistema ai reali
bisogni e l’individuazione dei livelli essenziali di assistenza
non intesi come “minimi” ma come
“appropriati”.
L’ISS deve continuare a garantire
risposte di primo livello, per la necessità di
dimensionare la struttura al bacino
d’utenza. Vanno perciò potenziati i servizi di base ma
possono essere individuati alcuni
servizi d’eccellenza, aperti anche ai pazienti esterni e
quindi compatibili con le realtà
sanitarie limitrofe, sia per qualificare l’offerta che per i
benefici
economici conseguenti. Inoltre, si
deve mettere la sanità in rete con le alte specializzazioni e
ricavando aree coordinate di
eccellenza. In particolare vanno realizzati accordi di
reciprocità
in campo professionale ed economico
con il servizio sanitario italiano.
In relazione a quanto sopra, è
necessario:
a) valorizzare e responsabilizzare i
ruoli professionali a cominciare dai livelli
dirigenziali sanitari e sociosanitari
ed affermando il criterio della meritocrazia
anche per elevare la qualità delle
prestazioni;
b) un piano per fare fronte alla
carenza di personale infermieristico e di figure
professionali indispensabili per il
funzionamento del servizio sanitari;
c) operare per l’eliminazione di
sacche di spreco e di abuso;
d) compiere importanti investimenti
nelle strutture, nei macchinari, nella formazione;
e) verificare periodicamente
l’efficacia delle prestazioni erogate attraverso regole e
parametri adottati a livello
internazionale;
f) regolamentare l’attività libero
professionale in modo da non penalizzare i servizi
ed anzi da ottenere ricadute positive
sull’ISS;
g) attuare una reale ed efficace
prevenzione primaria e secondaria e tutelare i
consumatori rispetto ai rischi
alimentari;
h) organizzare i servizi di base come
fulcro del sistema e filtro reale della domanda
sanitaria;
i) regolamentare le attività sanitarie
“non convenzionali” e l’utilizzo dei rimedi “non
convenzionali”;
j) adottare una normativa sulle
responsabilità e sulle incompatibilità. |